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Un successo in 3d

24 Novembre 2006

Fantasy e idee che valgono oro. Maurizio Carrier Ragazzi, figlio d'arte e imprenditore di successo a 34 anni.

Monza città del lavoro. Forse, certamente qualche decennio fa. Poi col tempo le cose sono cambiate, la città ha subito un processo di deindustrializzazione e parcellizzazione della produzione, si sono sviluppate forme di terziario più o meno avanzato e per finire qualcuno se nè è andato anche all'estero. Oggi però a ben guardare o, meglio, a ben cercare si possono trovare significative realtà d'impresa, magari di dimensioni ridotte, i cui prodotti sono destinati anche ai mercati internazionali. Vogliamo raccontarvi la storia di una di queste, la cui mission può essere simboleggiata in un vecchio slogan: la fantasia al potere. Un microcosmo fatto di colori e disegni, di estro creativo, giovinezza, entusiasmo contagioso e lavoro frenetico che si scatena dietro una porta in legno di un signorile, e insospettabile, condominio del centro cittadino. Qui nascono animazioni tridimensionali di personaggi della fantasia che tutti conosciamo, come i classici Paperino e Topolino, e insieme creazioni più recenti, come gli Incredibles, fino alle produzioni "firmate": "I cosi" di Bruno Bozzetto.

Ideatore e fondatore della società, nonché mentore della schiera di ragazzi che lavora qui, tra immagini di cartoon, una selva di computer sempre accesi e tappeti zebrati bianchi e neri su lucido parquet, è Massimo Carrier Ragazzi, 34 anni.

"La società Maga è nata dieci anni fa come impresa individuale, poi ci siamo sviluppati. Adesso siamo in dieci, compreso il sottoscritto, tra i 23 e i 40 anni. Poi capita che a seconda dei progetti si possano allargare le produzioni con altri professionisti che lavorano dall'esterno, free lance italiani ma anche stranieri. Il lavoro si svolge sempre in team.

Di cosa si occupa Maga?

Noi siamo specializzati in animazioni di personaggi digitali. Siamo un'azienda piccola, ma la pipeline, il flusso di produzione, è molto simile alle grosse società americane. Quello che io ho cercato di fare in questi anni è stato strutturare il lavoro per riuscire a tenere la qualità più alta possibile, in un'economia di scala nostrana. Poi man mano siamo cresciuti e ora riusciamo a realizzare anche progetti anche di respiro internazionale.

Com'è organizzato il lavoro?

Ogni artista ha un ruolo preciso all'interno della produzione. Ci sono i modellatori 3D, che sono come scultori che attraverso il computer ricostruiscono in digitale i personaggi, le scenografie, gli oggetti che servono per animare un film o una scena o un effetto speciale. Prima di tutto questo, però, esiste una fase che si chiama pre-produzione, in cui il lavoro principale è svolto dall'autore e dallo sceneggiatore che sviluppano un concept, un'idea: può essere una storia per una serie televisiva, un cortometraggio o un promo pubblicitario. Partendo da questa idea poi si lavora insieme ai disegnatori, artisti che sviluppano i personaggi. Tutto su carta.

Si parte proprio dal disegno…

Sì, dal testo, dal disegno e da un'idea, che è la cosa fondamentale. Senza una buona idea non si arriva da nessuna parte.

Quindi create anche personaggi ex novo, inventati da voi?

Sì, è una cosa su cui combattiamo moltissimo per sviluppare anche dei soggetti che non sono molto convenzionali, per differenziarci un po' dal mercato commerciale tradizionale. Purtroppo la parte commerciale è indispensabile per mantenere in vita lo studio, quindi realizziamo anche lavori rivolti al mercato pubblicitario.

L'ultimo progetto?

Stiamo ultimando l'animazione di Chicken Little, un progetto destinato a tutta l'Europa e altre parti del mondo per Disney Channel International, per un pacchetto grafico che verrà presentato a Natale sui canali Disney. In questo periodo i canali si "vestiranno" in modo differente: la programmazione è rappresentata dai cartoni animati, ma tra un programma e l'altro c'è un contenitore grafico che serve da filo conduttore del palinsesto. Quest'anno il film di Natale sarà appunto Chicken Little, quindi è tutto contestualizzato.

Quindi lavorate a stretto contatto con lo staff Disney…   

Per questo progetto abbiamo collaborato con una nostra amica italiana che lavora per Disney negli Stati Uniti, Elena Maggi. Ci sono tanti amici che sono emigrati all'estero per fare questo lavoro: per esempio Guido Quaroni, che è di Monza e lavora nella società di animazione Pixar.

Come avete fatto a raggiungere questi risultati, a essere credibili a livello mondiale?

Lavorando un sacco. Io non mi sento ancora arrivato e penso che non capiterà mai.

E tutto in soli dieci anni…

Io ho avuto la fortuna di iniziare ad insegnare all'Accademia Disney a Milano. Una doppia fortuna, perchè lì ho anche incontrato mia moglie! Mio padre era l'art director di Topolino… e mia madre un'illustratrice. Mio nonno invece dipingeva. Mio zio è un designer, ha creato il design della testata "Cuore".

Il Dna non mente…

Sì, ma la mia fortuna è che all'Accademia cercavano un insegnante per spiegare tecniche digitali agli artisti. Io allora iniziato a presentare il mio lavoro come illustratore digitale. Era il 1997 e mi occupavo già di 3D. Poi un giorno Disney Channel ha chiesto se c'era qualcuno che potesse fare un'animazione. Hanno proposto il mio studio, Maga. Ho cominciato da un piccolo logo e poi passo passo abbiamo iniziato a vincere dei premi e in dieci anni siamo cresciuti fino a poter realizzare progetti davvero complessi.

Una bella soddisfazione!

La cosa più bella è che anche se all'inizio eravamo uno studio con due soli computer, ci hanno messo alla prova lo stesso. Ci hanno dato una possibilità, cosa che non è sempre facile nel nostro mercato, in Italia.

Un sogno realizzato?

Quello di aver incontrato e lavorato con Bruno Bozzetto, che per me è sempre stato un mito.

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