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Referendum per abbassare gli stipendi dei politici? Solo il web ne parla Stampa E-mail
Politica
Scritto da Federica Fenaroli   
Giovedì 12 Luglio 2012

Tags: Monza e dintorni

Monza-comune-MBIl 12 maggio è partita una raccolta firme per tagliare gli stipendi d'oro di deputati e senatori. Ma nessuno sembra esserne a conoscenza. Giornali e televisioni non ne parlano, non si vedono manifesti, nemmeno volantini. È la rete a diffondere la notizia: letteralmente esplosa in questi ultimi giorni, rimbalza di sito in sito, trovando su Facebook e Twitter gli approdi più accoglienti.

Promotore il piccolo Partito dell'Unione Popolare, che così scrive su www.unionepopolare.eu: «Si tratta di abrogare l'art. 2 della legge 1261 del 1965 che disciplina le indennità spettanti ai membri del Parlamento. Nello specifico il suddetto art. 2 definisce i compensi relativi alla diaria ed alle spese di soggiorno a Roma dei parlamentari. Avrebbe dovuto, e potuto, essere un segnale importante per il Paese se i Parlamentari stessi avessero rinunciato a tali compensi. Ma, visto che ciò non è accaduto, allora saremo noi cittadini elettori a provare a far diventare realtà tale richiesta. Da lunedi 14 maggio in tutti i Comuni d'Italia si può sottoscrivere il referendum presso le segreterie comunali».

Il proposito, sostenuto anche dal partito Italia Libera Lista Civica Nazionale, è esemplare. In ogni comune della penisola si può, anzi, si deve, come caldeggiano i promotori, andare a firmare. Ma, ovviamente, serpeggia qualche perplessità. È proprio sulla bacheca del gruppo Facebook "UP firma per abrogare stipendi d'oro dei deputati", ad ora 20.818 iscritti, che si scontrano i pareri più divergenti: in molti hanno messo in dubbio l'effettiva utilità di questa raccolta firme, aperta fino al prossimo 31 luglio. Se dall' UP dichiarano di voler presentare le firme nel gennaio 2013, numerosi sono gli interventi di coloro che affermano l'illegittimità di tale procedimento e accusano il partito di volersi fare solo pubblicità. Chi dovrebbe fornire risposte soddisfacenti, per ora glissa.

Con la speranza di venire a capo della questione controlliamo il sito internet del Comune di Monza: effettivamente la raccolta firme c'è, si trova l'avviso nella sezione Monza Servizi > Diritti e Partecipazione > Raccolta firme, dove oltretutto si può leggere: «Le proposte di legge o di referendum sono pubblicizzate con affissione all'Albo pretorio e avvisi alla stampa». Ma, visto che di questi elementi non c'è traccia, ci rechiamo in Comune, presso la Segreteria Generale, dove, dicono, è possibile firmare. Scopriamo così che le raccolte attive sono due: la seconda, simile a questa dell'UP, è promossa dal Comitato del Sole. Le sottoscrizioni raccolte sono una manciata e di informazioni chiarificatrici nemmeno l'ombra. Propositi ammirevoli, ma mal sostenuti da un'organizzazione carente o solo scaltra campagna pubblicitaria? Purtroppo, la nebbia che avvolge la questione al momento rende difficile trovare risposte sicure.

 

Commenti  

 
#1 Michele Trabacchino 2012-07-13 13:02
Benissimo questo referendum. Peccato che, qualora si raggiungesse il quorum, nell'anno delle elezioni non si possono fare referendum, quindi le firme rimarranno chiuse in un cassetto...
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#2 MassimoC 2012-07-13 15:03
Contrarissimo ai referendum, perlomeno sotto le attuali leggi vigenti.
In quelli che abbiamo fatto negli ultimi 20 anni solo in pochissimi casi è stato raggiunto il quorum di elettori, e in nessuno caso è stato poi trasformato in legge.
Addirittura prendendoci per i fondelli: ricordate il referendum per l'abolizione del ministero dell'agricoltura? E' passato, hanno abolito il ministero, e a ruota hanno creato il ministero per le politiche agricole.
I referendum devono essere qualcosa di veramente straordinario, tipo quello del '46 monachia/repubblica o sul divorzio nel '76.
E si deve fare in modo che il referendum, una volta passato, diventi legge a tutti gli effetti, senza ma nè perchè.
Per queste cose "piccole" paghiamo e strapaghiamo già i partiti per portare le nostre idee in parlamento, non si può e non si deve sperperare denaro pubblico per ogni quisquilia. Cerchiamo piuttosto di sforzarci a voltare pagina eleggendo partiti o candidati che veramente vogliano cambiare.
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#3 marcello mazzeo 2012-07-14 09:07
Al comune di Castiglione della Pescaia Grosseto, l'ufficio elettorale non ha nulla ed è stato sollecitato da diversi cittadini desiderosi firmare.
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