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Monza, la Provincia mette in vendita i gioielli di famiglia per far quadrare i conti Stampa E-mail
Politica
Scritto da Riccardo Rosa   
Giovedì 07 Giugno 2012

Monza-sede-Provincia1-MBProvincia in liquidazione. Per far quadrare i conti del nuovo bilancio la giunta guidata da Dario Allevi ha deciso di mettere in vendita i gioielli di famiglia. In queste ore in Consiglio provinciale inizierà la discussione del documento e i numeri parlanodi un «buco» da 24 milioni di euro che il presidente e l’assessore al Bilancio, Alberto Grisi, hanno dovuto ripianare mettendo a punto un piano triennale di dismissioni che prevede anche la vendita del sede istituzionale di via Grossi per poco più di 10 milioni di euro e la cessione di una quota di Asam, la holding della Provincia di Milano che si occupa di mobilità, per 39 milioni di euro.

«Stiamo pagando il momento di forte difficoltà economica e l’esasperato centralismo del governo Monti – spiega Allevi -. Abbiamo mantenuto vivi alcuni servizi fondamentali alle aziende e ai disabili, ma siamo stati costretti a mettere in vendita il nostro patrimonio immobiliare per rispettare il patto di stabilità».

Le difficoltà economiche della Provincia nascono da due fattori: il taglio ai trasferimenti statali e il crollo delle vendite di auto che ha inciso sulle entrate tributarie (Ipt e Rcauto). Così, solo per il 2012, è stata prevista la vendita sia di partecipazioni azionarie che di immobili per un totale di circa 45 milioni e l’elenco comprende anche la cessione della partecipazione nel consorzio Cem Ambiente (quasi 2 milioni di euro che sarà utilizzata per finanziare la realizzazione di una mega rotonda al fra Monza e Concorezzo), la  sede provincia di piazza Cernuschi (2 milioni di euro) e la caserma dei vigili del fuoco (1 milione e 800 mila euro). Per quanto riguarda le alienazioni, oltre a quelle previste per il 2012, vi sono previsioni per il 2013 di 1 milione e mezzo di euro, tutte relative ad immobili:1.070.000 euro complessivi per fabbricati diversi in Limbiate, 390 mila euro per alcune case cantoniere e 122 mila euro complessivi per reliquati di terreni in diversi comuni del territorio.

Per il 2014 è prevista l’alienazione della sede istituzionale di via Tomaso Grossi, con una previsione di introito di oltre 10 milioni euro. «Si tratta di una scelta dolorosa – conclude Grisi - ma che, al momento, appare inevitabile stante la normativa sul patto di stabilità interno e stante le incertezze istituzionali sul futuro delle province».

 

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