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Home Parlando con l'Unione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza Gli artigiani della Brianza prevedono il loro futuro e pensano al rilancio
Gli artigiani della Brianza prevedono il loro futuro e pensano al rilancio Stampa E-mail
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Scritto da Marco Mologni   
Giovedì 11 Febbraio 2010

ArtigianiUn’impresa su cinque tornerà ad assumere; ma una su nove ridurrà ancora il personale; più del 30% farà nuovi investimenti e il 24 riuscirà a crescere. Gli artigiani prendono la sfera di cristallo e prevedono il loro futuro. E dopo l’â€anno orribile†appena concluso qualche segnale di velato ottimismo si inizia a vedere. E’ quanto emerge da un sondaggio telefonico realizzato dall’Unione Artigiani tra il 20 e il 30 gennaio 2010 su un significativo campione di 300 imprese operanti sul territorio di Monza e Brianza, proporzionalmente ripartito in otto maxi-settori dell’artigianato.

Sul fronte occupazionale solo un’impresa su nove prevede di ridurre il personale mentre una su cinque pensa che avvierà nuove assunzioni. Comunque quasi i 2/3 degli intervistati manterrà l’attuale assetto. I settori con il più alto saldo positivo tra assunzioni e licenziamenti sono: acconciature, metalmeccanico e autotrasporto e alimentari. In negativo il saldo delle imprese di pulizia.

Per quanto riguarda la previsione sull’andamento del fatturato 2010, oltre il 38% stima che resterà pressoché invariato rispetto all’anno appena trascorso. Rilevante (oltre il 18,1%) la percentuale degli incerti. Acconciature, metalmeccanica ed impiantistica sono i settori con le più alte previsioni di fatturato favorevole. Artigianato artistico ed edilizia quelli che manifestano le aspettative più negative.

Sul fronte dei futuri investimenti, in questo clima d’incertezza, era prevedibile che si annunciassero contenuti. A fronte del 57,7% che non investirà, quasi un terzo degli intervistati (27,9%) dichiara che s’impegnerà in investimenti. Anche qui i settori più propensi a farlo sono quelli dell’acconciatura e dell’impiantistica.

La previsione sul credito, principale salvagente di fronte alle difficoltà d’impresa, segnala che solo il 18,9% lo richiederà (lo scorso anno quasi il 30% degli intervistati aveva fatto ricorso a finanziamenti bancari) Più di 2/3 degli intervistati (65,9%) dichiara che non ricorrerà a prestiti bancari. L’intenzione di ricorrere a finanziamenti dalle banche sale nei settori della metalmeccanica, dell’edilizia e delle acconciature.

Infine, sono calate del 2% le imprese artigiane iscritte all’Albo (positivo invece il saldo delle aziende avviate da stranieri). Ridotti del 23,5% gli avviamenti al lavoro. Cresciuta la richiesta di finanziamenti con sostegno di garanzia (+31%) con prevalenza di quelli “per necessità†(55%). Ma le banche accettano poco più di una richiesta su due. E intanto la “Moratoria†non decolla.

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