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"MeladalaBrianza": botta e risposta fra Cagliani (Pdl) e Beretta (Sel) Stampa E-mail
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Scritto da Lorenzo Giglio   
Martedì 06 Marzo 2012

Tags: Vimercate e dintorni

meladailabrianza-mbHanno fatto discutere con il loro video contro l'omofobia i ragazzi di "MeladailaBrianza": venerdì scorso avevano organizzato una serata presso il circolo Acropolis di via degli Atleti a Vimercate per presentare il loro gruppo e il video "So happy together", che su youtube ha raccolta già più di 4000 click.

Ma contro la serata e i temi trattati si è scagliato il consigliere del Pdl cittadino Alessandro Cagliani, che in un'intervista ad un noto quotidiano locale ha accusato l'attuale maggioranza cittadina e il Pd di aver "appoggiato" un modello di famiglia lontano dai valori cattolici che essi stessi rappresentano. In particolare le accuse sono state dirette a Ruggero Beretta, giovane consigliere di maggioranza facente parte di Sel e socio del circolo Arci Acropolis: accuse a cui Beretta ha risposto attraverso una lettera aperta che vi proponiamo qui di seguito:

Gentile Consigliere Cagliani,

leggere le Sue parole – riportate dal "Giornale di Vimercate" del 28 febbraio – relativamente all'iniziativa proposta da Meladailabrianza e Arci Acropolis il 24 febbraio, non lo nascondo, mi ha lasciato l'amaro in bocca. Il disappunto deriva dalla Sua argomentazione – mi permetta l'azzardo – volutamente confusa, strumentalmente approssimativa, oltre che dall'inesattezza nell'attribuirmi una dichiarazione.

Partiamo proprio da quest'ultimo punto. Lei allude ad una "lezioncina" in cui avrei detto che in Acropolis non si fa politica, come da Statuto. Se avessi veramente detto ciò, dello Statuto non avrei capito nulla. Ma so bene, e credo lo sappia anche Lei, di non aver mai usato queste parole. Acropolis, come d'altronde qualsiasi circolo Arci, politica ne fa eccome: semmai è – questo sì! – un'associazione apartitica, da Statuto. Uno Statuto che fa propri i valori della Costituzione, dell'uguaglianza, della pace e della solidarietà: valori che, da buon cristiano, sono certo condivida con noi. Ricordo di aver detto che Acropolis nella sua proposta politica non è da considerarsi strettamente di sinistra. Avevo citato le iniziative contro la mafia e contro il razzismo come non collocabili in un arco parlamentare. Ora è arrivata pure quella contro la discriminazione omofoba: ancora una volta io non riesco a vedere l'egemonia di una parte su questa tematica. Prendere una posizione, come Acropolis ha fatto, è fare politica: non penso tuttavia significhi sventolare una bandierina rossa piuttosto che azzurra. Se non la vede così si informi sull'opinione di Gianluca Iannone, leader dei fascisti (!) di Casapound, relativamente alle coppie gay: sarà una sorpresa!

Contesta poi il fatto che sia stata organizzata una serata per "attaccare" un ex-Ministro della Repubblica. In realtà, si è trattato di una reazione alla frase di tale ex-Ministro, quella in cui le donne che si baciano tra loro vengono equiparate ad un cane che fa pipì. Non ci stavamo proprio a lasciar correre. Perché quell'ex-Ministro, con le sue parole, ha offeso la dignità di donne e uomini di tutto il mondo, colpevoli solo e soltanto di vivere sessualità (ma soprattutto) sentimenti diversi da quelli che siamo abituati a leggere "normali". E qui, Consigliere, la politica fa un passo indietro: la questione è di sensibilità umana, predominante sul dibattito politico, proprio perché di esso è conditio sine qua non.

Accusa poi la gestione dell'Area Feste, insieme alla componente cattolica del PD, di aver proposto un modello di famiglia differente da quello caro ai cattolici. Ma Arci Acropolis, Meladailabrianza, il PD non hanno nella maniera più assoluta attaccato in qualche modo la famiglia tradizionale. Io stesso spero un giorno di potermi sposare, e non sono le serate di sensibilizzazione contro l'omofobia, o di rivendicazione di diritti, a rendere questo obiettivo lontano. Precarietà, scarso potere d'acquisto dei salari, difficoltà nell'accedere al mercato immobiliare. Per questi motivi la famiglia è in serio pericolo. Non per gli omosessuali che dicono "ci siamo anche noi". Nessuno, venerdì 24 febbraio presso l'Area Feste di Vimercate, ha voluto imporre un modello, o ne ha denigrato un altro. Nessuno è stato costretto a diventare gay o transessuale. In tantissimi invece, abbiamo chiesto che un altro stile di vita, una natura ed una scelta strettamente individuale, venisse riconosciuto, legittimato, soprattutto rispettato. Nient'altro. "La libertà vince sempre, alla fine". Sono parole Sue, no?, e mi danno fiducia.

Per quanto riguarda l'affidamento della gestione dell'Area Feste da parte della precedente amministrazione, ritengo che chi ha fatto quella scelta saprà difenderla. Io qui mi permetto solo una precisazione e una considerazione.

Lo spazio comunale non viene gestito "con i soldi dei vimercatesi": gli interventi economici riguardano esclusivamente la struttura, la gestione è indipendente e si sostiene con il proprio – duro – lavoro volontario.

La considerazione è che a giudicare dall'afflusso di ragazze e ragazzi, non solo alla serata in questione, l'amministrazione e Acropolis hanno saputo pienamente rispondere ad un'esigenza del territorio e di una parte della popolazione che ne rappresenta il futuro.

Certo che l'episodio non pregiudichi il nostro rapporto e quanto di buono da esso possa scaturire,

Le porgo cordiali saluti.

Ruggero Michele Beretta

in foto: un fotogramma di "So happy together"

 

Commenti  

 
#1 casacosa?? 2012-03-06 10:55
certo che citare ca$apound per sostenere una ragione..
w la cultura politica..brividi
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