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Lettera aperta. I cassaintegrati Yamaha rispondono al sindaco di Lesmo Stampa E-mail
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Scritto da Redazione   
Martedì 27 Dicembre 2011

Tags: Vimercate e dintorni

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dei lavoratrici e i lavoratori cassaintegrati di Yamaha, in presidio permanente dal 13 Dicembre 2010, in risposta alle dichiarazioni del sindaco di Lesmo.
Il presidio permanente dei lavoratori e delle lavoratrici Yamaha, come Lei sa bene, in atto dal 13 Dicembre 2010, è nato semplicemente perché Yamaha Motor Italia ha deciso di chiudere l’intero reparto di produzione licenziando 66 persone. I lavoratori e le lavoratrici hanno deciso quindi di attuare una forma di lotta ad oltranza per difendere, non solo i propri posti di lavoro, ma anche la dignità delle persone e delle famiglie.

Ritenere, come Lei sostiene, che la richiesta di cassa integrazione in deroga sia “immorale” è offensivo. Offende per primo luogo i lavoratori e le lavoratrici Yamaha direttamente interessati. Offende le loro famiglie che si ritroveranno dal 10 gennaio 2012 sul baratro della disoccupazione. Offende chi realmente, come il sindacato, difende il territorio e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Pensiamo che il suo compito istituzionale (di Sindaco e Deputato) debba essere quello di cercare strategie per affrontare e risolvere un problema presente sul territorio del Comune di sua competenza e non quello di valutare l’indice di moralità o meno di un’azione: un sindaco “sopra le parti” che tenti in tutti i modi possibili una mediazione in difesa della parte più debole. E’ chiaro ed evidente che la parte più debole in questione sono i lavoratori, le lavoratrici e le loro famiglie.

Non una Multinazionale che ha esternalizzato la produzione. Non una Multinazionale che ha ricevuto finanziamenti pubblici indiretti a supporto del mercato e a discapito dell’occupazione.

“Immorale” - Lei dice. Riesce ad immaginare, Signor Sindaco, politico dai diversi incarichi (e stipendi) cosa significhi rimanere senza uno stipendio in una famiglia ? Ci stupisce constatare che, nonostante sia trascorso un anno dall’inizio del nostro presidio, Lei Sindaco del Comune di Lesmo, non sia mai venuto ad incontrare noi, lavoratori e lavoratrici al presidio stesso per ascoltare, stimolare e ricercare soluzioni.

E’ sintomatico che Lei definisca “immorale” la nostra protesta, ma, al contrario, non abbia mai espresso critiche verso la decisione aziendale di chiudere e licenziare 66 lavoratori. Questa sua presa di posizione fa ben capire da quale parte sia schierato il Sindaco che dovrebbe invece, istituzionalmente, essere in difesa di chi come noi ha perso il posto di lavoro.

Lei, così come qualsiasi altra persona può condividere o no la nostra protesta pacifica ma non le consentiamo di definirla immorale chiedendo lo sgombero al prefetto per reprimerla definitivamente.

Lavoratori e lavoratrici cassintegrati Yamaha. Uomini e Donne di grande moralità.

 

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