| Ristorante Felicità a Monza. Cucina cinese e giapponese per tutti i gusti. |
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| Cucina |
| Scritto da Redazione |
| Domenica 04 Marzo 2012 |
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L'ambiente è quello di un' Asia moderna ed elegante. L'atmosfera è tranquilla e rilassante, anche grazie alla cascata zen che domina una parete del ristorante. C'è inoltre una sala separata in stile giapponese che dovrebbe chiamarsi "Tatami". Dovrebbe, perché non siamo certi di aver capito il nome, nonostante la ragazza ce l'abbia ripetuto più volte. Il personale non parla molto bene l'italiano, ma il servizio è ottimo e rapido. E loro sono gentili e disponibili. Abbiamo messo da parte gli usi e costumi occidentali e abbiamo ordinato nuvole di granchio, che abbiamo accompagnato con salsa di soia, e ravioli di granchio al vapore come antipasto. I ravioli ce li hanno serviti nei loro caratteristici cestini di bambù per la cottura al vapore. Il ripieno aveva un deciso sapore di gamberi e aglio, ma dell'aglio non abbiamo avuto i "postumi". I ravioli erano morbidi e si scioglievano in bocca! Le tagliatelle di riso con verdure e gamberi sono delicate e leggere e non hanno nulla da invidiare alle tagliatelle nostrane. Un sapore diverso hanno gli spaghetti di soia con i gamberi. Potrebbero non piacere a tutti, ma noi li abbiamo trovati deliziosi e una valida alternativa a un primo tradizionale. Abbiamo azzardato con un' "insalata" di alghe e germogli di soia. È davvero particolare e, oltretutto, eravamo sazi. Abbiamo accompagnato la cena con tè verde caldo che ci è stato servito in teiera e tazzine in tipico stile cinese. Unica pecca è stata la mancanza delle mitiche bacchette cinesi; ci sarebbe piaciuto affrontare la sfida che spesso gli occidentali perdono in partenza. Come vuole la tradizione a fine pasto ci è stato offerto un digestivo "per digerire bene tutto", ci dice sorridente il ragazzo cinese al bancone. Ma per stavolta abbiamo declinato...dovevamo guidare! Insomma, il "Felicità " è il ristorante adatto per chi vuole staccare la spina dall'occidente per qualche ora e aprire mente e, soprattutto, stomaco a una cucina lontana dalla nostra, ma non per questo meno gustosa. |