| Test antidroga per tutti i consiglieri provinciali. Insorge il Pd: «Buttano i soldi dei cittadini» |
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| Politica |
| Scritto da Marco Mologni |
| Venerdì 29 Gennaio 2010 |
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Un test per smascherare chi – tra i 36 consiglieri provinciali e gli 11 componenti della Giunta fa uso di sostanze stupefacenti. Uno screening andidroga per i consiglieri provinciali. La novità è stata approvata ieri in consiglio provinciale. La mozione è stata proposta da Attilio Gavazzi (PdL). E ha subito fatto rumore. Il documento prevede che al test dovrà innanzitutto sottoporsi il presidente stesso, Dario Allevi. Ma sarà su base volontaria. Almeno due volte all’anno, i consiglieri potranno scegliere a quali analisi sottoporsi. E chi non lo farà ? Sarà inserito in una black list. Favorevoli: il Pdl (due gli astenuti) e la Lega Nord. Il Pd invece per protesta ha abbandonato l’aula. «Questo test costerà centinaia di euro – protesta Gigi Ponti (Pd) -. Abbiamo perso tempo per due sedute su una mozione resa inutile e inefficace dagli emendamenti della stessa maggioranza, mentre avremmo potuto discutere e approvare un ordine del giorno che impegnasse la giunta Allevi a riconoscere il prestito d’onore ai 150 lavoratori Phonemedia di Monza, da ottobre senza lo stipendio e al momento senza alcun sostegno da parte delle istituzioni». «Il consiglio provinciale pettina le bambole – aggiunge Domenico Guerriero (Pd) perdendo tempo sull’inutile mozione del centrodestra che chiede che tutti i consiglieri provinciali facciano, a spese della provincia, il test antidroga». E i consiglieri Adriano Poletti e Maria Fiorito hanno annunciato che al posto del test antidroga doneranno il sangue all’Avis. «Il test costa 35 euro – ribatte Gavazzi – e il problema droga è all’ordine del giorno anche tra i politici locali».  |