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Italia-Svizzera: 92 milioni per la cooperazione Stampa E-mail
Europa
Giovedì 06 Novembre 2008

Parte il programma di cooperazione transfrontaliera «Italia-Svizzera», che dispone di 92 milioni di euro, di cui 69 provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).

Questo programma interessa, dalla parte italiana, la regione autonoma della Valle d'Aosta, le province del Verbano-Cusio-Ossola, Biella, Vercelli, Novara in Piemonte, Varese, Como, Lecco e Sondrio in Lombardia e la provincia autonoma di Bolzano. Ai sensi del programma sono considerate zone limitrofe le province di Torino e di Alessandria, Pavia, Milano, Bergamo e Brescia. I cantoni svizzeri coinvolti sono il Vallese, il Ticino e i Grigioni.

L'insieme della zona è caratterizzato da un territorio alpino dotato di un patrimonio naturale e ambientale eccezionale e dalla zona lacustre che, grazie al suo rilievo meno pronunciato, si presta quale cerniera tra i principali assi di comunicazione tra il Nord e il Sud.

Il programma «Italia-Svizzera» copre un territorio con una superficie di 61 000 km2, di cui 38 000 nelle zone limitrofe site lungo la frontiera lunga 700 chilometri. Questo territorio costituisce una delle frontiere esterne dell'Unione europea (UE) e ha una posizione centrale strategica in relazione all'Europa ed anche agli spazi di cooperazione transnazionale del Mediterraneo, dell'Europa centrale e dello spazio alpino.

Accessibilità dei territori, innovazione, valorizzazione delle risorse naturali e culturali e condivisione di infrastrutture e servizi integrati per accrescere la competitività: questi sono i settori principali d'intervento del programma. Lo sviluppo del territorio deve andare di pari passo con la gestione sostenibile dell'ambiente mediante la gestione congiunta dei rischi naturali, la salvaguardia, la gestione e la valorizzazione delle risorse ambientali, l'integrazione del settore agro-forestale nonché la promozione dell'innovazione e della sperimentazione congiunte. Deve essere promossa un'economia di sistema basata sull'innovazione e sull'integrazione delle risorse turistiche e delle reti e dei servizi di trasporto nella zona transfrontaliera stimolando la cooperazione tra le piccole e medie imprese (PMI) sui due versanti e il miglioramento delle reti e dei servizi. Anche la qualità della vita deve essere sostenuta per ridurre i rischi di spopolamento. tramite il rafforzamento dell'identità comune con la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale, il sostegno di iniziative di informazione e comunicazione rivolte ai cittadini, l'integrazione nei settori dell'istruzione, della formazione e del mercato del lavoro e il rafforzamento del processo di cooperazione nel quadro sociale e istituzionale.

Nel dettaglio, un quarto dei fondi stanziati è destinato alla protezione, la gestione e la valorizzazione delle risorse naturali e ambientali, la prevenzione dei rischi naturali e geologici. Quasi il 40% del budget sosterrà innovazione, imprenditorialità e competitività delle PMI, dell'industria, dell'agricoltura, dell'artigianato e del turismo, nonché del commercio transfrontaliero. La terza priorità è il miglioramento della qualità della vita, con progetti di cooperazione nei settori della sanità, della cultura, del turismo e dell'educazione. L'autorità di gestione del programma è l'Ufficio Infrastrutture della Regione Lombardia a Milano (telefono: +39 02 67654377, e-mail: benedetta_sevi@regione.lombardia.it).

Ripartizione degli stanziamenti per priorità (EUR)

 

Priorità

Contributo UE

Partecipazione pubblica nazionale

Finanziamento pubblico totale

Ambiente e territorio

17 334 750

5 778 250

23 113 000

Competitività

26 683 500

8 894 500

35 578 000

Qualità della vita

20 685 750

6 895 250

27 581 000

Assistenza tecnica

4 107 858

1 369 286

5 477 144

Totale

68 811 858

22 937 286

91 749 144

 

Matteo Fornara

Rappresentanza a Milano della Commissione Europea

 

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