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L'UE continua la lotta contro i cambiamenti climatici Stampa E-mail
Europa
Scritto da José Manuel Durao Barroso   
Sabato 06 Marzo 2010

Il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha scritto ai ventisette Capi di Stato e di Governo dell'UE una lettera sul dossier cambiamenti climatici.
Lavorare insieme per mantenere i nostri ambiziosi obiettivi nella lotta ai cambiamenti climatici resta la nostra più importante sfida per quest’anno. Vorrei condividere alcuni concetti emersi all'interno della Commissione europea, poiché dovremo prendere importanti decisioni.

In effetti, se l'Unione europea non prende l'iniziativa, possiamo finire trascinati dalle iniziative degli altri. Molti di noi erano a Copenhagen e penso che nessuno possa dirsi soddisfatto di ciò che e’ emerso. Tuttavia Copenhagen è stato un banco di prova. Abbiamo sperato che, dando l'esempio e un impegno concreto di aumentare lo sforzo di riduzione del CO2 al 30% sarebbe stato sufficiente per portare gli altri dalla nostra parte. Questo non si è verificato. Tuttavia, per l’Unione Europea non è il momento di dubitare degli impegni presi. Questo sarebbe un errore.

Dobbiamo mostrare che non abbiamo abbandonato le nostre ambizioni anche se molti dei nostri partner hanno trovato più facile limitarsi a un minimo comune denominatore. Dobbiamo piuttosto dimostrare il nostro impegno a portare avanti questi obiettivi, realizzando il nostro pacchetto di misure su clima ed energia e dimostrando che affrontare i cambiamenti climatici è strategico per la crescita e l'occupazione, nel quadro dell’approccio strategico "Europa 2020" che ho presentato la scorsa settimana.

Oltre alla dimensione interna della nostra azione, il fronte internazionale è più importante che mai per fronteggiare la minaccia del cambiamento climatico. Il negoziato a livello internazionale deve continuare, basandosi su quanto accordato a Copenaghen, e trovare nuove strade per infondere nuova fiducia.

Un importante elemento in questa strategia dovrebbe essere il lancio dei finanziamenti rapidi sui quali ci siamo impegnati nello scorso dicembre. Non dobbiamo dimenticare che quelli che hanno lavorato più a stretto contatto con noi a Copenaghen erano i paesi in via di sviluppo, specialmente i più poveri e vulnerabili.

Ma il nostro obiettivo fondamentale deve essere quello di avvicinare tutti i partner alle nostre posizioni e al nostro impegno verso un accordo multilaterale. Copenaghen ci ha mostrato quanto questo sarà difficile. Quindi, se vogliamo progredire, dobbiamo ripensare il nostro approccio nei loro confronti.

Di conseguenza, ho chiesto a Connie Hadegaard, la nuova commissaria europea per l'azione sul clima, di consultare i nostri principali partner internazionali per trovare un modo di rilanciare il processo. Spero di avere le prime reazioni in tempo per il Consiglio europeo di primavera, per contribuire ai negoziati a livello ministeriale annunciati dalla cancelliera Angela Merkel e al Consiglio europeo di giugno.

Il lavoro che stiamo già facendo per fronteggiare il cambiamento climatico può fungere da traino per altri, ma deve essere visto come un approccio veramente collettivo. Discuterò con  il Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy sul modo migliore di presentare questi elementi a marzo e su come assicurare una voce potente e univoca dell' UE su questi problemi decisivi per il futuro.

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