| La Croazia vicina all'adesione all'Unione Europea |
|
|
| Europa |
| Scritto da Matteo Fornara e Daniela Vismara |
| Domenica 25 Ottobre 2009 |
È la Croazia il Paese più vicino all'entrata nell'Unione europea tra tutti i candidati dell'area dell'Europa sud-orientale: per Zagabria l'entrata nell'Unione europea ha ormai pochi ostacoli e il negoziato dovrebbe concludersi positivamente entro l'anno prossimo. È quanto emerge dalla strategia annuale sull'allargamento appena presentata dalla Commissione europea: i progressi sono importanti, malgrado la crisi economica che ha colpito tutti.
Nell'anno del 20° anniversario della caduta del muro di Berlino e il 5° dell'allargamento dell'Unione ai Paesi dell'est, la prospettiva di aderire all'UE è ancora un forte incentivo ad attuare riforme politiche ed economiche nei Paesi del'ex Jugoslavia, in Albania e Turchia per consolidare la pace e la stabilità del continente. Ma le novità arrivano anche da nord: per limitare gli effetti durissimi della crisi, quest'anno ha fatto richiesta di candidatura all'entrata nell'UE anche l'Islanda. I progressi compiuti hanno convinto la Commissione di proporre l'apertura di negoziati con l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia. Nel 2010, la liberalizzazione dei visti nei Balcani occidentali progredirà in misura considerevole, segnando un decisivo passo avanti per la regione. Inoltre, entro la metà del prossimo anno, la Commissione presenterà proposte di adesione per l'Albania e la Bosnia-Erzegovina, purché questi paesi rispettino le condizioni stabilite nei negoziati. Il commissario europeo all'allargamento Olli Rehn ha dichiarato: "In questo difficile contesto di crisi economica, le domande di adesione dell'Albania e del Montenegro sottolineano il costante potere di attrazione dell'Unione e il nostro ruolo nel promuovere stabilità , sicurezza e prosperità . La Turchia ha rinnovato il suo impegno a favore delle riforme politiche. Ci rallegriamo delle recenti consultazioni su un'importante iniziativa curda, da cui si spera scaturiranno azioni concrete a favore dei diritti di tutti i turchi. La candidatura dell'Islanda, inoltre, conferisce una nuova dimensione al nostro programma di allargamento." A favore della Turchia gioca l'accordo firmato il 10 ottobre in svizzera con l'Armenia sulla normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi, anche se alcuni problemi restano insoluti, ad esempio sulla libertà d'espressione e su Cipro. Tra i paesi dell'area balcanica, la Croazia ha registrato buoni progressi nel processo di adesione, specie dopo l'accordo politico con la Slovenia sulla gestione delle frontiere. Il paese sta portando avanti il suo programma di riforme sul riordino del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione, la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata e i diritti delle minoranze. I negoziati di adesione con Zagabria potrebbero concludersi entro l'anno prossimo. Per Montenegro e Albania, invece, le priorità per l'adesione sono il rafforzamento della capacità amministrativa e il consolidamento dello Stato di diritto. Anche la Bosnia-Erzegovina deve urgentemente accelerare le riforme fondamentali, superando l'incapacità della classe dirigente di gestire una struttura statale molto complessa tra le diverse etnie che la compongono. La Serbia ha dimostrato il suo impegno ad avvicinarsi all'Europa con un piano di riforme, ma deve dimostrare un atteggiamento più costruttivo sul Kosovo. La cattura non ancora avvenuta del Generale Mladic, responsabile del massacro di Srebrenica nel 1995, costituisce un altro importante ostacolo sulla via dell'adesione. In Kosovo la missione europea EULEX, che contribuisce alla realizzazione dello stato di diritto, è stata estesa a tutto il paese ed è pienamente operativa, anche se la stabilità della regione rimane ancora piuttosto fragile per problemi di criminalità organizzata e del rispetto dei diritti delle minoranze. Allo scopo di avvicinare maggiormente i cittadini kosovari all'UE, la Commissione ha ipotizzato la possibilità di liberalizzare il regime dei visti. Inoltre è auspicato un nuovo  accordo commerciale per rilanciare l'economia del paese. |
Commenti