| 19 miliardi di scambi dall'accordo commerciale UE-Corea |
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| Europa |
| Scritto da Matteo Fornara |
| Venerdì 23 Ottobre 2009 |
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Viene stimato a 19 miliardi di euro l'aumento di scambi generato dall'accordo appena firmato tra UE e Corea, che  rimuoverà in pratica tutti gli ostacoli tariffari tra le due economie nonché diversi ostacoli non tariffari. Come ogni accordo, anche questo è il frutto di un compromesso tra interessi molteplici: i passi avanti riguardano soprattutto il settore dei servizi e degli investimenti sulla proprietà intellettuale, gli appalti pubblici, la concorrenza e lo sviluppo sostenibile. Anche gli interessi agricoli dell'UE vengono salvaguardati, e alcuni settori industriali europei escono premiati dalla trattativa. Le concessioni riguardano altre filiere, come ad esempio quelle delle automobili utilitarie. Per questo l'Italia, per bocca del viceministro al commercio internazionale Urso, ha espresso forti riserve sull'accordo, che dovrà essere ratificato da tutti i Paesi dell'UE.
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La Commissaria europea al commercio Catherine Ashton ha affermato: "Per l'UE questo accordo, che instaura profondi legami economici con un'altra economia sviluppata, è il primo accordo di libero scambio raggiunto nel XXI secolo. Esso aprirà nuove opportunità di mercato per le imprese europee del settore dei servizi, di quello manifatturiero e dell'agricoltura. L'accordo con la Corea è particolarmente importante nell'attuale temperie economica in quanto contribuisce a contrastare il deterioramento dell'economia e a creare nuovi posti di lavoro." L'accodo sarà sottoposto formalmente a inizio 2010 agli Stati membri dell'UE, e poi al Parlamento europeo, per una possibile entrata in vigore nel secondo semestre del 2010. Uno dei principali vantaggi per l'UE è la rapida eliminazione di dazi per un valore di 1,6 miliardi di euro che gravavano sulle esportazioni verso la Corea. Ma non si tratta solo di tariffe: vengono eliminati ostacoli anche sul lato delle regolamentazioni e le norme nelle industrie d'interesse europeo come quella automobilistica, farmaceutica e dell'elettronica di consumo. I settori dei servizi come le telecomunicazioni, l'ecologia, i servizi legali, finanziari e i trasporti marittimi vengono sostanzialmente aperti da parte coreana. Gli scambi commerciali di beni tra l'UE e la Corea hanno registrato nel 2008 un volume di circa 65 miliardi di euro, anche se l'UE presenta attualmente un deficit commerciale per quanto concerne gli scambi di merci. Il potenziale del mercato coreano è però alto. Ad esempio, le vendite di automobili dell'UE in Corea tra il 2005 e il 2008 sono aumentate del 78% (un 39% in valore). Per quanto concerne i prodotti chimici, i prodotti farmaceutici, le parti per automobili, le macchine industriali, le calzature, le apparecchiature mediche, i metalli non ferrosi, il ferro e l'acciaio, i pellami e le pellicce, il legname, la ceramica e il vetro l'UE registra un consistente attivo commerciale. Analogamente, per quanto concerne i prodotti agricoli la Corea rappresenta uno dei più importanti mercati d'esportazione al mondo per gli agricoltori dell'UE, con vendite annue che superano il miliardo di euro. Sul lato dei servizi l'UE registra un avanzo della bilancia commerciale con la Corea pari a 3,3 miliardi di euro: nel 2007 le esportazioni raggiungevano il volume di 7,2 miliardi di euro e le importazioni quello di 3,9 miliardi di euro. |