| Bando della Provincia di Sondrio contro la normativa UE |
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| Europa |
| Scritto da Matteo Fornara e Daniela Vismara |
| Martedì 20 Ottobre 2009 |
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Il bando della Provincia di Sondrio per il conferimento di alloggi a Milano per studenti universitari della provincia di Sondrio, valido per l'anno 2008/2009, discrimina i cittadini comunitari. Così ha concluso la Commissione europea che ha appena intrapreso un'azione legale sull'iniziativa per l'accesso per gli studenti ad appartamenti ad affitto agevolato di proprietà della Provincia a Milano. Secondo le norme europee sono inaccettabili due requisiti per partecipare al concorso: lo studente richiedente dev'essere cittadino italiano ed aver risieduto nella provincia di Sondrio nel quinquennio precedente.
In base al principio della libera circolazione dei cittadini comunitari, la condizione di nazionalità fissata dal bando rappresenta una discriminazione diretta contro altri lavoratori dell'UE e i loro familiari, mentre il requisito di residenza configura una discriminazione indiretta, anch'essa vietata dalla normativa comunitaria. Questa condizione potrebbe, infatti, andare, a svantaggio dei cittadini degli altri paesi dell'Unione europea, poiché i non residenti sono, per la maggior parte, stranieri.
Il diritto comunitario prevede che i lavoratori migranti devono godere degli stessi vantaggi sociali di cui fruiscono i lavoratori nazionali. Inoltre, i figli dei lavoratori migranti hanno diritto a essere iscritti ai corsi d'istruzione generale alle stesse condizioni che si applicano ai cittadini del paese in cui lavorano. "La libera circolazione delle persone è un principio fondamentale dell'UE ed assicura che i cittadini non siano discriminati sulla base della nazionalità . Un finanziamento degli studi concesso agli studenti sotto forma di agevolazione abitativa è un vantaggio sociale che deve essere garantito senza discriminazione nei confronti dei lavoratori migranti e dei loro figli," ha dichiarato VladimÃr Å pidla, commissario UE responsabile per l'occupazione e gli affari sociali. La Commissione ha appena inviato una lettera di costituzione in mora alle autorità italiane che hanno due mesi di tempo per rispondere.  Si tratta del primo passo della procedura d'infrazione che può portare alla Corte di Giustizia europea. |