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Il Primo maggio in città Stampa E-mail
Economia
Scritto da Greta Gandini   
Martedì 01 Maggio 2007

20070501-arengario-monzaLe voci della piazza, la musica, i clown, i ragazzi di Bucarest e le cifre degli infortuni sul lavoro. Cronaca di una mattinata ai piedi dell'Arengario 

La manifestazione a Monza
Un’enorme corona dorata sostenuta da tre uomini, tante mani che posseggono una scheda elettorale, strumenti da lavoro e il primo articolo della Costituzione Italiana. Sono i disegni dei ragazzi delle terze classi delle scuole medie Sabin e Frank esposti in piazza. I  pochi giovani erano i cantanti del gruppo Teka-P e i clown della compagnia “Miloud e i Ragazzi di Bucarest”. Un euro e 50 per un naso rosso da pagliaccio in segno di solidarietà.

Questi ragazzi di sono riusciti ad “appropriarsi di un lavoro” dice MarcoViganò (segretario CISL), sottolineando le difficoltà di oggi per chi fatica a trovare un posto di lavoro. Il suo discorso si apre dopo le canzoni in milanese sul piccolo palco colorato dalle bandiere di CGIL, CSL e UIL. Poche mamme e papà, con il naso da pagliaccio, e gli anziani, unica presenza forte, hanno ascoltato l’intervento. I dati parlano di più di un milione di morti bianche all’anno nel mondo. In Brianza più di mille infortuni all’anno, cinque morti lo scorso anno, sono “costi a scapito della produttività”.  A seguire i veri pagliacci hanno intrattenuto la folla prima che si accalcasse sul buffet disposto sotto i portici dell’Arengario.

Da un habituèe del Primo maggio: riflessioni sul lavoro
Un signore di mezza età gironzola con la bandiera dei “pensionati Uil” legata al collo, molti anziani si riposano seduti sui bordi della fontana. C’è anche Antonio. Da anni ormai sfila in manifestazione a Monza; oggi ha portato suo suocero in piazza e non si sorprende per la scarsa presenza di famiglie. Sua moglie non è lì con loro ma, se la manifestazione si svolgesse nel Parco, allora anche lei parteciperebbe e anche molte famiglie che oggi mancano. Forse la piazza è un luogo più maschile? Certo che su quella fontana ci stanno seduti soprattutto uomini anziani. Pare che con il  primo maggio le cose non cambino.

Antonio invece di cambiamenti ne ha vissuti tanti: da segretario a 18 anni del partito comunista della sua zona, alla partecipazione del primo congresso di Forza Italia per poi rifare un passo a sinistra, rimanendo nel centro. Parla da attivista politico dicendoci che “Il problema  è che oggi si cerca il costo variabile. Tutta colpa dell’idea del precedente governo di voler innescare un processo imprenditoriale in ambito politico.”
Parla anche da lavoratore: nella sua azienda, dagli anni 80, si assumeva con un contratto di lavoro a formazione che dopo 18 mesi diventava a tempo indeterminato. Oggi “Chi adotta contratti a termine per avere il vantaggio della flessibilità deve essere penalizzato”.
Infine parla come padre: “ Un genitore come può investire se il figlio è precario?”. 

 

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