| Expo 2015: per la Brianza strategico il rilancio di Villa Reale |
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| Economia |
| Scritto da Marco Mologni |
| Venerdì 05 Marzo 2010 |
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«Il vero Expo per la Brianza? Sarà il rilancio di Villa Reale». Ad annunciarlo è stato il sindaco di Monza Marco Mariani, che ha presentato ieri uno stanziamento di 33 milioni di euro per dare il via alle opere di restauro. L’idea è che la fastosa dimora brianzola del Piermarini possa diventare una sorta di elegante palcoscenico per l’esposizione universale del 2015.
A dire che cosa rappresenterà invece Expo 2015 per Milano e per l’Italia è arrivato ieri all’Hotel de la Ville l’Ad di Expo Lucio Stanca, a parlare nel corso di un convegno promosso dalla Camera di Commercio MB sul rapporto tra la Brianza e l’esposizione universale del 2015. «Expo 2015 – ha detto Stanca – è una straordinaria occasione per promuovere il territorio, un brand che vale 60 miliardi di euro. Noi allestiamo il palcoscenico, poi saranno le imprese a doverlo riempire di contenuti».
Expo porterà – secondo gli organizzatori – a una crescita del giro d’affari di 500 milioni di euro per le imprese della Provincia di Monza e un aumento dell’indotto turistico calcolato in nove miliardi di euro per tutta la Lombardia. «Oltre alla manifestazione – ha commentato il presidente della Camera di commercio MB Carlo Edoardo Valli - ci interessa ancor di più quella che io chiamo “l’Expo che restaâ€, ovvero quelle ricadute che un grande evento globale produce e che restano nel tempo».
Gli imprenditori: «Una straordinaria opportunità di crescita»
Expo 2015? Per gli imprenditori della Brianza è una straordinaria opportunità . Così la pensano i capitani di industria intervistati in un sondaggio della Camera di Commercio di Monza: per il 72% degli imprenditori brianzoli l’Expo è un’opportunità da cogliere, per il 37% avrà conseguenze positive dirette sulla propria attività e per il 56% si verificherà un potenziamento della rete infrastrutturale. Ottimismo anche sui risvolti occupazionali: solo nel turismo si parla di 35mila posti di lavoro in più per la Lombardia, Milano esclusa. Foto di Marco Brioschi |
Commenti
Al di là degli immensi lavori di restauro, c'è un problema: la villa è una scatola vuota. Sì, perchè nel corso di questi 105 anni dall'abbandono, gli arredi sono stati in parte trasportati nei musei milanesi e in parte usati come... legna da ardere. Tanto per stare in tempi relativamente recenti, subito dopo l'alluvione del Polesine, negli anni 50, molti sfollati vennero sistemati nella Villa, e lì usarono i mobili per scaldarsi.
Del resto fino agli anni 80 non esisteva una cultura dell'antico, salvo i monumenti nazionali, per cui tutto era permesso.
Oggi quasi tutte le stanze della Villa sono desolatamente vuote, si tratta quindi, dopo il restauro degli esterni, di riempirle.
Per questo motivo pensavo che sarebbe stata la sede ideale per la nostra nuova Provincia, ma come tutti sappiamo il partito del mattone ha optato ben diversamente.
Torno al restauro: Zanello ha promesso fondi per l'ala nord. Non che non ce ne sia bisogno, ma direi che la priorità avrebbe dovuto essere assegnata all'ala sud, vale a dire quella che costeggia il v.le Regina Margherita angolo via Boccaccio: cade letteralmente a pezzi, io dai miei 41 anni, l'ho sempre vista transennata. E poi sfrattare l'Istituto d'arte, in quanto i ragazzini deturpano e vandalizzano le strutture.