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Allarme dalla Camera di Commercio MB per i marchi falsificati: danni per 50 miliardi all’anno Stampa E-mail
Economia
Scritto da Marco Mologni   
Mercoledì 20 Gennaio 2010

Quanto costano i falsi alle aziende italiane? Tanto, tantissimo: la Camera di Commercio di Monza e Brianza è riuscita a quantificare il danno: 50 miliardi di euro all’anno. Una perdita che rende sempre più difficile sostenere i costi dell’innovazione, ma anche la registrazione di invenzioni, marchi e brevetti, investendo oltre 7,5 miliardi di euro. Un patrimonio di idee che poi è a rischio di imitazioni illecite. Complessivamente, ogni impresa perde qualcosa come 16 mila euro per colpa dei tarocchi.

oltreilmadeinitaly-conveg-pubblicoUn danno economico che tocca nel nostro Paese, direttamente o indirettamente, circa la metà delle imprese e che si ripercuote soprattutto in Lombardia, dove gli imprenditori perdono annualmente, a causa della contraffazione, quasi 10 miliardi di Euro. Perdite che fanno ritenere la difesa del Made in Italy una priorità dalla quasi totalità degli imprenditori italiani (99,4%), una difesa da attuare attraverso azioni mirate quali la tracciabilità del prodotto (75,9%), maggiori controlli (52,6%) e l’etichetta obbligatoria (38,3%).

E la maggioranza degli italiani (94,8%) è convinta che il “Made in Italy†debba essere rigoroso, vale a dire debba prevedere sia l’ideazione che il confezionamento in Italia. E’ quanto emerge da una stima e dalla indagine Oltre il Made in Italy, condotte dall’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza.

«La contraffazione - ha detto Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - e, più in generale l’abusivismo, non provocano soltanto un danno economico ma rappresentano un problema sociale sempre più preoccupante. Occorre un’alleanza sulla qualità che parta dai produttori, coinvolga i distributori e arrivi fino ai consumatori. Come Camera di commercio siamo impegnati nel rafforzare il Made in Italy, e nel caso specifico il Made in Brianza, attraverso iniziative specifiche, come il passaporto del mobile, che promuovano l’intera filiera, dalle materie prime al design, e con i controlli di qualità che svolgiamo quotidianamente sui prodotti non a norma».

oltreilmadeinitaly-conveg-allevi-ronchi«Il problema è molto grave – ha sottolineato il presidente della Provincia MB Dario Allevi -. Serve una risposta di tutte le istituzioni locali per difendere il Made in Brianza».

Se la parola d’ordine è dunque sensibilizzare, non basta però un appello all’opinione pubblica, pur importante. E’ necessario che lo scatto in avanti parta innanzitutto dagli imprenditori. Questo il messaggio del presidente di Confindustria MB, Renato Cerioli: «Spesso non ci accorgiamo che spendere meno vuol dire arrecare un danno all’intero sistema».

A tentare una controffensiva è arrivato da Roma anche il Ministro Ronchi: «Approvare una nuova legge contro la contraffazione non è stato facile – ha sottolineato -. Molte resistenze sono arrivate proprio dalle imprese. La nuova Legge è un buon punto partenza per tutti».

 
Il Made in Italy: un marchio di garanzia nel mondo

Che cosa è il Made in Italy? Per la maggioranza degli imprenditori italiani (57,8%) il Made in Italy rappresenta i prodotti fabbricati in Italia, quindi è riconosciuto come l’espressione dello stile italiano (24,3%) e come garanzia di qualità (17,9%). Ed è proprio la qualità l’elemento che caratterizza il “made in Italy†per il 69,5% degli imprenditori italiani, seguita dall’eleganza e dalla bellezza.
La difesa del Made in Italy La difesa del Made in Italy è considerata una priorità dalla quasi totalità degli imprenditori italiani (99,4%), una difesa da attuare attraverso azioni mirate quali la tracciabilità del prodotto (75,9%), maggiori controlli (52,6%) e l’etichetta obbligatoria (38,3%). E il 94,8% degli italiani sono convinti che il Made in Italy debba essere rigoroso, vale a dire debba prevedere sia l’ideazione che il confezionamento in Italia.

 

 
Solo in Lombardia danni per quasi 10 milioni

In Lombardia le perdite economiche causate dalla contraffazione sono stimate in quasi 10 miliardi di Euro, distribuiti tra le imprese milanesi (oltre 3 miliardi di Euro), bresciane (oltre 1 miliardo e mezzo di Euro), bergamasche (quasi 900 milioni), varesotte (oltre 800 milioni) e brianzole (quasi 700 milioni). Prodotti contraffatti e copie pirata che imitano illegalmente invenzioni, marchi e brevetti, per i quali le imprese lombarde investono in un anno quasi 1.600.000.000 euro, distribuiti tra le imprese milanesi (671 milioni di euro), bresciane (224 milioni), bergamasche (199 milioni), brianzole (124 milioni) e varesotte (oltre 110 milioni).

 
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Foto di Marco Brioschi

 

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