| La caduta si è fermata: tra gli imprenditori torna l’ottimismo e la voglia di fare |
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| Economia |
| Scritto da Marco Mologni |
| Lunedì 09 Novembre 2009 |
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Ancora una volta è la Brianza - con le sue 68mila imprese attive, una ogni 13 abitanti - a guidare la ripresa. La caduta della produzione industriale registrata nell’ultimo trimestre del 2008 (-5,8%), aggravatasi poi nei primi sei mesi del 2009, fa registrare nel terzo trimestre di quest’anno un miglioramento della variazione tendenziale della produzione industriale manifatturiera che si attesta a -7,81% (era -10,37% nel secondo trimestre 2009). Nel periodo luglio – settembre la tenuta della produzione industriale è visibile anche nel miglioramento dell’andamento congiunturale dell’indice della produzione industriale destagionalizzato che si attesta a -0,46% (era -1,57 nel secondo trimestre 2009). Il miglioramento della produzione trova riscontro in una serie di indicatori economici ad essa collegati: il tasso di utilizzo degli impianti pur continuando a rimanere molto basso cresce di 5 punti percentuali, passando dal 50,79 del secondo trimestre 2009 al 55,74%, così come i giorni di produzione assicurata a fine trimestre salgono a 42,21. A livello dimensionale, sono le piccole imprese a soffrire ancora rispetto al trimestre precedente, mentre le imprese di medie dimensioni riescono a mantenere i valori dello scorso trimestre. Le grandi imprese, invece, mostrano segnali di ripresa della produzione, lasciando supporre che presto gli effetti positivi del rilancio produttivo faranno da traino anche per le piccole e medie imprese. Con uno sguardo allo stesso trimestre del 2008, si osserva che comunque la crisi si è fatta sentire su tutti i livelli dimensionali, con alti e bassi, a seconda dei singoli settori e dei comparti.
FATTURATO - L’andamento della variazione tendenziale del fatturato totale, a prezzi correnti, corretta per i giorni lavorativi, è in linea con l’andamento della produzione delle imprese e rallenta la sua caduta attestandosi a -13,24% (era il -17,53% nel trimestre precedente), facendo assumere all'indice il valore di 96,16. Sempre negativa, ma anch’essa in frenata, la variazione congiunturale del fatturato a prezzi correnti destagionalizzato che raggiunge il -3,34%.
ORDINI - Anche sul versante degli ordini i segnali più rassicuranti arrivano dai dati congiunturali. Gli ordini totali sono pressoché stabili, con un miglioramento soprattutto per quanto riguarda la domanda interna: la variazione congiunturale infatti, seppur ancora negativa, è pari a -0,68%. Per gli ordini esteri (-6,38% rispetto al trimestre precedente) fanno ben sperare le aspettative degli imprenditori, che prevedono un aumento della domanda estera nei prossimi mesi. OCCUPAZIONE - La progressiva trasmissione al mercato del lavoro degli effetti della crisi economica generale, evidenti nei primi sei mesi del 2009, sembrano rallentare nel 3° trimestre dell’anno, che registra un saldo tra tasso di ingresso e tasso di uscita pari a +0,11%. Una situazione che trova conferma nell’andamento della Cassa Integrazione Guadagni: la percentuale di ore di Cig sul monte ore trimestrale passa dal 6,02% all’1,51%, mentre la percentuale di aziende che ha fatto domanda di Cig è leggermente diminuita, essendo stata richiesta infatti da poco meno di un terzo delle imprese del campione (31,86%). Restano comunque ancora negative le previsioni degli imprenditori sull’occupazione. ASPETTATIVE - Le aspettative degli imprenditori per il quarto trimestre 2009 fanno intravedere una prospettiva di miglioramento che anticipa l’andamento futuro: sul versante della produzione, prevalgono ancora i pessimisti sugli ottimisti, ma con un saldo (aumento-diminuzione) che si riduce considerevolmente da -30% a -13,4%; in particolare, diminuisce da 43,3% a 31,3% il numero di imprenditori che si aspetta un calo della produzione. Migliorano anche le aspettative degli imprenditori sulla domanda, soprattutto quella estera, il cui saldo è negativo ma in risalita (è passato da -23,2% a -7,6%). Le aspettative sull’occupazione, invece, sono allineate a quelle del II trimestre 2009 in quanto il numero di coloro che prevedono una diminuzione del numero degli occupati bilancia quello di coloro che prevedono un aumento. L’occupazione, che si adegua sempre in ritardo alle situazioni di difficoltà economica, risulta quindi essere ancora in una fase di stallo rispetto al dato sulla produzione che invece fa intravedere chiari segnali di ripresa.
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