| La Brianza candida lo scrittore Eugenio Corti al Premio Nobel |
|
|
| Cultura |
| Scritto da Marco Mologni |
| Lunedì 08 Marzo 2010 |
|
E’ inutile cercare il nome dello scrittore Eugenio Corti sulla Garzantina della letteratura italiana: non lo troverete mai. Eppure nel volume Les romanciens et le catholicisme di Claude Barthe, Corti è l’unico scrittore italiano a cui è dedicato un capitolo, accanto a Huysmans, Bloy, Proust, Malegue, Claudel, Bernanos, Jouhandeau e Boll.
A proporre la candidatura all’Accademia di Svezia è stata l’associazione culturale Eugenio Corti (Aciec), l’Iseb (Istituto di studi economico sociali della Brianza), la Provincia di Monza con la collaborazione di Confindustria di Monza e Brianza. Il lancio della candidatura al Premio Nobel di Eugenio Corti è avvenuto nel corso del convegno Eugenio Corti: la Brianza e il mondo al quale hanno partecipato la moglie dello scrittore, Wanda, il presidente della Provincia MB Dario Allevi, il presidente di Iseb Sergio Cazzaniga, il presidente di Aciec Francesco Righetti, il docente dell’Università di Brescia Sandro Fontana, il presidente del Comitato per il Premio Nobel a Eugenio Corti Sergio Mandelli, la docente dell’’Istituto San Carlo di Como Maddalena Martinoli, il docente della Pontificia università di Roma Mario Palmaro. Eugenio Corti, nato a Besana Brianza nel 1921, è uno scrittore intriso di valori brianzoli. Fuori da ogni gruppo o da ogni scuola, è noto per il suo capolavoro, il romanzo Il cavallo Rosso.
E nel corso di una tavola rotonda coordinata dal direttore de il Cittadino Luigi Losa sono intervenuti il presidente di Confindustria MB Renato Cerioli, l’assessore alla Cultura Enrico Elli, il segretario della Camera di commercio MB Renato Mattioni, il sindaco di Besana Brianza Vittorio Gatti e l’assessore regionale alla Cultura Massimo Zanello. Vincitore del Premio internazionale al merito della cultura cattolica per l'anno 2000, lo scrittore Eugenio Corti è visto come un testimone esemplare della cultura occidentale del nostro tempo. Una figura degna di essere accostata a figure come Augusto Del Noce, Joseph Ratzinger, Luigi Giussani, Giacomo Biffi, Vittorio Messori, Irina Alberti, Michael Novak, Riccardo Muti – e che è stato motivato dalla sua attività letteraria, dove l'arte della forma si accompagna alla testimonianza fedele ai valori della libertà, dell'impegno sociale e della difesa della dignità della persona. In molti, tra cui il cardinale Alessandro Maggiolini, hanno visto in Corti il Manzoni del XX secolo.
Premio Nobel: ecco le motivazioni
«La società occidentale – si legge nel documento programmatico dell’assegnazione del Nobel a Corti – sembra oggi pervasa da un senso di precarietà, sentimento che ostacola il fiducioso sviluppo di progetti riguardanti il nostro comune destino; la stessa crisi economica attualmente in corso viene attribuita da più parti a una seria crisi dei valori che ne costituivano l’impianto portante». «In un mondo in cui si dice che non esistono più modelli da imitare perché tutti i modelli hanno lo stesso valore, noi, al contrario, diciamo che l’uomo occidentale ha un forte bisogno di modelli a cui ispirarsi per ricostruire la propria identità, a cominciare dal recupero delle idee che costituiscono le proprie radici». «A questo scopo riteniamo che l’arte e la letteratura possano essere di importanza fondamentale; in particolare salutiamo con entusiasmo l’opera letteraria di Eugenio Corti che si differenzia da tutte le altre del Novecento, sia nel panorama italiano, sia in quello internazionale, per la dimensione universale in cui si situa la sua riflessione sull’uomo». «Il suo lavoro principale è Il cavallo rosso, un’epopea che si sviluppa per quasi 1300 pagine e alla cui redazione ha dedicato 11 anni di vita. Raccontando le vicende di una compagnia di amici che, partiti da un piccolo paese della Brianza, si trovano inconsapevolmente a vivere alcuni fra i maggiori eventi della storia contemporanea, e seguendoli nella loro crescita umana e ideale, questo romanzo costituisce un unicum, un mirabile affresco non solo delle vicende storiche tra gli inizi della Seconda Guerra Mondiale e gli anni Settanta, ma anche delle idee che hanno percorso il secolo scorso; non a caso è stato paragonato a Guerra e Pace, per ampiezza e capacità di analisi degli avvenimenti, oltre che costituire un documento di rara intensità nella denuncia delle brutture delle guerra e di ricerca di un superiore stato ideale di pace fra i popoli». «Non è quindi un caso se alcuni critici attribuiscono al Cavallo Rosso, per gli italiani del Novecento, quel ruolo di guida della coscienza nazionale che fu già de I Promessi Sposi nel secolo precedente».
Eugenio Corti: nei suoi libri i veri valori della Brianza
«L’opera di Eugenio Corti è in grado di dare all’uomo di oggi gli strumenti critici per chiarire quali sono i valori che hanno permesso alla civiltà occidentale di diventare il faro delle nazioni, quali sono i motivi che invece hanno portato alla crisi odierna e quali sono le idee che possono fornire una possibile soluzione al problema». Mario Palmaro, docente Pontificia Università di Roma
Premio Nobel: ecco le motivazioni
|