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“L'arte del riciclo”: intervista all'artista Miriam Calderini Stampa E-mail
Cultura
Scritto da Lorenzo Giglio   
Lunedì 30 Novembre 2009

Tags: Monza e dintorni

Myriam-CalderiniIn famiglia si è sempre respirata l'aria dell'arte: il padre infatti, collezionista, le ha fatto conoscere sin da piccola quel mondo e quello del collezionismo. Miriam Calderini nasce a Monza, classe 1960. Dopo aver frequentato il liceo artistico “Preziosissimo Sangue” di Monza, affinando il suo amore per la materia, si è iscritta al Politecnico di Milano studiando Architettura e iniziando la sua carriera di architetto e progettista. Ha lavorato per anni come architetto nella realizzazione di edifici ad uso civile. Tutt'ora si occupa a tempo pieno del lavoro di artista.

Dove è iniziata la sua passione per l'arte?

“Come architetto ho sempre lavorato all'interno dei cantieri edili e seguito passo a passo il lavoro e la realizzazione dei progetti. Vivendo in costante contatto con gli scarti di materiale ho iniziato a guardare questi oggetti come utili e attraverso i quali creare opere d'arte. Così quello che per anni è stato un hobby, ritagliato all'interno degli impegni di una mamma e del lavoro, è diventato la mia vera passione: ho iniziato a creare utilizzando tavole di legno, ferro, carotaggi di cemento e mattoni, unendoli e “innalzandoli” a opere di bellezza artistica attraverso l'utilizzo di stucchi, tempere acriliche, pietre e fiori.”

Che tecniche e oggetti usa all'interno delle proprie opere?Calderini-opera2

“Le opere sono materiche, ricche di colore e al loro interno fatte di materiale di uso comune, e come base molto spesso impiego tavole di legno recuperarte dai cantieri. Gli oggetti di riciclo sono la fonte primaria per le mie opere: con essi realizzo anche lampade del tutto originali, capaci di unire l'utilità alla bellezza artistica dell'opera. Le mie lampade sono creazioni uniche, che nascono e si sviluppano in funzione del luogo in cui verranno poste, diventando parte integrante dell'ambiente ”.

Ha in progetto nuove opere?

“Attualmente ho in cantiere due paesaggi di montagna: sarà un'opera composta da un fondo in legno su cui applico diversi lembi di pelle di daino, che nella mia visone artistica diventano nuvole in un cielo alpino. Sto anche collaborando a un progetto con la “Società umanitaria” di via Francesco Daverio a Milano sul tema “Orto d'artista: dalla semina alla raccolta”, per la creazione di un orto verticale. L'iniziativa voluta dal comune di Milano è nata per sensibilizzare i cittadini verso il tema dell'Expo 2015, nutrire il mondo”.

Foto a cura di Marco Brioschi

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