| Largo ai cappellai di Monza. Intervista a Ettore Radice |
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| Cultura |
| Scritto da Paolo Mariani |
| Martedì 22 Settembre 2009 |
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Ettore Radice, già consigliere comunale nella passata legislatura e presidente di Mnemosyne, ci spiega l’iniziativa. Da dove nasce questa richiesta? È curioso sapere che Monza, indiscussa capitale della produzione cappelliera fino a pochi anni fa, non abbia una strada intitolata ai questi illustri e capaci artigiani . Con quale criterio avete individuato il possibile luogo da intitolare ai cappellai monzesi? Un criterio puramente storico. Abbiamo pensato allo slargo tra l’inizio di Via Pesa del Lino e Via Bergamo, dove sorgeva Porta de’ Gradi. Su tale porta era affissa un’effige di San Giacomo, deposta durante l’abbattimento nel 1908 e affidata in custodia alla chiesa di SS. Giacomo e Donato di Via Buonarroti, sul cui abside esterno è tuttora visibile. Ogni 25 luglio anticamente si celebrava la festa di S. Giacomo. Dopo avere assistito alla messa mattutina, celebrata nella chiesa di S. Pietro Martire, la gente si spostava in quest’area. L’alveo del Lambretto veniva coperto con assi per creare uno spazio ampio per l’intrattenimento, una sorta di “balera” del tempo in cui si suonavano arie d’opera, con degustazione di piatti tipici. Ti ritieni un novello S. Giovanni che grida nel deserto o la vostra proposta ha avuto riscontro presso le istituzioni? Abbiamo riscontrato interesse per questa iniziativa e in tempi brevi, probabilmente già nel consiglio comunale di questa sera, la proposta potrebbe essere presentata. Siamo fiduciosi che un argomento come questo non sia motivo di screzio, trattandosi della storia della nostra città. |