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San Biagio, Cesano Maderno riscopre una tradizione millenaria Stampa E-mail
Cultura
Scritto da Marco Mologni   
Mercoledì 03 Febbraio 2010

Tags: Cesano Maderno e dintorni

cappella_sistina_-_dettaglio_di_san_biagioRiscoprire il significato della tradizioni, e tramandare il loro messaggio di generazione in generazione. E’ uno degli impegni che il sindaco di Cesano Maderno, Marina Romanò, si è assunta fin dal primo giorno del suo insediamento.

Per questo motivo oggi, mercoledì 3 febbraio, festa dedicata a San Biagio, ad ogni ufficio del palazzo comunale verrà distribuito un panettone che verrà tagliato e mangiato in ricordo delle leggende e dei miracoli tramandati sulla vita del Santo. Un culto molto vivo, quello del protomartire cristiano, che l’amministrazione comunale vuole tutelare

Hans_Memling_San_Biagio_XV_secolo«Anche quello che all'apparenza può sembrare un piccolo gesto – spiega il sindaco - nella realtà può essere un modo per trasmettere un insegnamento».

Biagio di Sebaste fu un vescovo che visse tra il III e il IV secolo in Armenia. A causa della sua fede venne imprigionato dai Romani, durante il processo rifiutò di rinnegare la fede cristiana. per punizione fu straziato con i pettini di ferro, che si usano per cardare la lana. Morì decapitato nel 316 dopo Cristo. Fra i miracoli che gli sono attribuiti, rientra anche il salvataggio di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce. È ancora ricordato per essere stato un medico virtuoso e lungimirante.

Il culto di San Biagio, particolarmente sentito a Milano e in Lombardia, ha un forte seguito tra i fedeli che gli si rivolgono per la cura dei mali fisici e in particolare per la guarigione dalle malattie della gola. Durante la celebrazione liturgica a lui dedicata, sono numerosi i sacerdoti che benedicono le gole dei fedeli accostando ad esse due candele.

«Questo gesto che proponiamo a tutti i nostri dipendenti comunali vuole essere un modo per impegnarsi in prima persona - sottolinea Marina Romanò - quella di San Biagio è, al pari di altre tradizioni popolari, un'eredità del passato che va tutelata, compresa e tramandata ai più giovani. Inoltre, è la dimostrazione che siamo noi i primi a voler mantenere vivo quanto ci è stato trasmesso dai nostri nonni. L'iniziativa sarà infatti estesa non solo ai dipendenti, ma anche a tutti gli assessori. E io personalmente vi aderirò».

Per l'assessore alle Identità e Tradizioni locali, Giorgio Avataneo, «la festa di San Biagio fa parte del nostro bagaglio culturale che deve orgogliosamente essere difeso e vissuto. Usanza tipicamente milanese è quella di conservare fino al 3 febbraio un panettone e di consumarlo alla mattina a digiuno per benedire la gola. È un chiaro esempio di come devozione, senso religioso, tradizioni popolari e credenze talvolta si intersechino fra loro in maniera non facilmente districabile. Eppure, nonostante la loro semplicità, in esse sono contenuti insegnamenti di enorme valore etico, morale e civico».

 

 

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