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Il Diritto del Lavoro è il mio lavoro. Ogni giorno – in quel di Milano, Monza e Brianza – seguo il contenzioso giudiziale e stragiudiziale in materia di rapporti di lavoro subordinato, parasubordinato e autonomo, licenziamenti individuali e collettivi, demansionamento e mobbing, mi occupo delle varie tipologie contrattuali, della gestione e organizzazione del personale, delle problematiche relative ai rapporti di somministrazione di lavoro, di agenzia. Potrei continuare. Scrivendo per importanti testate giornalistiche specializzate in Diritto, mi rendo conto quotidianamente di quanto oggi il ‘mare magnum’ del mondo del Lavoro – tra precariato, crisi d’impresa e un numero sempre maggiore di interventi legislativi, spesso inutili – è diventato quasi complicato anche per noi ‘addetti ai lavori’. Ecco perché con la Redazione abbiamo pensato a una rubrica sul Diritto del Lavoro, indirizzata a tutti, per offrire approfondimenti e cercare di dare risposte chiare. Maximilian Maria Russo
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L’avv. Maximilian Maria Russo cercherà di rispondere a tutte le domande dei lettori e, ogni mese, le risposte ai quesiti più interessanti verranno pubblicate (nel rispetto della privacy).
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Scritto da Maximilian Maria Russo
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Venerdì 09 Luglio 2010 |
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Lo Statuto dei Lavoratori vieta al datore di lavoro l’installazione e l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per controllare a distanza l’attività dei propri dipendenti. Ad esempio, non possono essere effettuate riprese per tenere sotto controllo il rispetto dell’orario di lavoro o l’osservanza dei doveri di diligenza e correttezza nell’esecuzione della prestazione lavorativa. Soltanto per esigenze organizzative, produttive o di sicurezza – continua lo Statuto dei Lavoratori – il datore può installare e servirsi degli impianti e delle apparecchiature di controllo purché ci sia, in ogni caso, l’accordo con le rappresentanze sindacali o, in mancanza di accordo, l’autorizzazione della Direzione Provinciale del Lavoro.
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Scritto da Maximilian Maria Russo
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Venerdì 09 Luglio 2010 |
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Dequalificazione del lavoratore anche in caso di assegnazione di mansioni formalmente equivalenti (Cassazione, Sezione Lavoro, n. 13281 del 31 maggio 2010)
Il divieto, previsto dall’art. 2103 del Codice Civile, di assegnare al lavoratore mansioni inferiori vige anche quando al dipendente vengono assegnate nuove mansioni formalmente equivalenti a quelle precedenti ma sostanzialmente inferiori in quanto non aderenti alla specifica competenza del lavoratore, cosicché non vengano salvaguardati né il know-how del dipendente né l’accrescimento del suo livello professionale.
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Scritto da Maximilian Maria Russo
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Venerdì 09 Luglio 2010 |
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Caro avvocato Russo, sono stato licenziato ormai un anno e mezzo fa ma ho impugnato il licenziamento ingiusto nei 60 giorni previsti per legge. Entro quanto tempo devo fare causa in Tribunale? U.F.
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Scritto da Maximilian Maria Russo
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Lunedì 03 Maggio 2010 |
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Il datore di lavoro può licenziare il dipendente per ‘scarso rendimento’ (Cassazione, Sezione Lavoro, n. 7398 del 26 marzo 2010)
Il licenziamento per scarso rendimento del lavoratore (licenziamento per giustificato motivo soggettivo) è legittimo solo se il datore dimostra che il mancato raggiungimento del risultato previsto deriva da negligente e colpevole inadempimento da parte del dipendente degli obblighi derivanti dal contratto di lavoro.
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Scritto da Maximilian Maria Russo
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Giovedì 29 Aprile 2010 |
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Gentile avv. Russo, sono stato licenziato per infondati motivi disciplinari ed ho quindi deciso di fare causa e di impugnare il licenziamento tramite raccomandata a.r. spedita entro 60 giorni dalla data in cui mi è stato comunicato il licenziamento. Tornata la cartolina di ricevimento della raccomandata, mi sono accorto però che l’azienda ha ricevuto la mia raccomandata il 62° giorno dalla comunicazione del licenziamento. Le chiedo: l’impugnazione è comunque valida o devo rinunciare alla causa? Grazie. R.S.
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Scritto da Maximilian Maria Russo
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Giovedì 22 Aprile 2010 |
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Il datore deve provare l’impossibilità di collocare in altra posizione il lavoratore licenziato per soppressione del posto (Cassazione, Sezione Lavoro, n. 7381 del 26 marzo 2010).
Se giustifica il licenziamento con la necessità di sopprimere il posto di lavoro occupato dal lavoratore, il datore ha l’onere di provare la concreta impossibilità di assegnare il lavoratore licenziato ad un’altra posizione lavorativa, facendo riferimento alle capacità professionali del dipendente ed alle caratteristiche dell’azienda considerata nel suo complesso. Diversamente, il licenziamento è illegittimo.
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Scritto da Maximilian Maria Russo
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Domenica 11 Aprile 2010 |
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Caro avvocato Russo, le spiego brevemente la mia situazione. Sono stata licenziata da una piccola azienda di meno di 10 dipendenti perché ho superato il limite massimo di malattia stabilito dal contratto. Adesso che sto meglio ho deciso di far causa all’azienda perché ritengo ingiusto il licenziamento per molte ragioni che non le sto a raccontare. Ho letto, però, che il licenziamento si deve impugnare entro il termine di 60 giorni. Visto che sono stata licenziata poco più di 60 giorni fa, immagino che ormai sia tardi per impugnare il licenziamento e fare valere le mie ragioni… Non c’è proprio niente che io possa fare? C.V.
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Scritto da Avv. Maximilian Maria Russo
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Mercoledì 17 Marzo 2010 |
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Il datore di lavoro non può controllare con apparecchi elettronici gli accessi ad internet del dipendente (Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 4375 del 24 febbraio 2010)
Il lavoratore può navigare sul web anche durante le ore di lavoro, a condizione che la navigazione avvenga senza abusi e con moderazione. L’accesso al web per motivi personali non è di per sé sufficiente a giustificare il licenziamento. |
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Scritto da Maximilian Maria Russo
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Giovedì 21 Gennaio 2010 |
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QUESITO Avvocato Russo, la mia domanda è questa: possono licenziarmi per cessazione del mio posto di lavoro? Sono dipendente da 8 anni e di punto in bianco il mio datore mi ha consigliato di dimettermi oppure mi licenzierà – dice che lo può fare – per cessazione del mio posto di lavoro dovuta alla crisi economica. Sono disperata, ho 2 figli, un mutuo e mio marito è in cassa integrazione da mesi! Confido in una Sua risposta. C.S.
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Scritto da Maximilian Maria Russo
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 |
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Se il lavoratore è assunto a tempo determinato per ragioni sostitutive, nel contratto deve essere indicato il nome del lavoratore sostituito (Corte Costituzionale, ordinanza n. 325 del 4 dicembre 2009)
Nel rispetto dell’art. 1 del D.Lgs. 368/2001, nel caso di lavoratore assunto con contratto a termine per soddisfare esigenze di carattere sostitutivo, devono essere indicate in contratto le ragioni della sostituzione e deve necessariamente essere indicato il nome del lavoratore da sostituire. Diversamente, il contratto di lavoro si intenderà a tempo indeterminato. |
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