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La mappa delle giovani compagnie monzesi Stampa E-mail
Attualità
Scritto da Riccardo Rosa   
Mercoledì 19 Agosto 2009

Tags: Monza e dintorni

ragazzi“Ué raga, andiamo in cumpa”. Slang giovanile degli anni Novanta diventato oramai slogan. Ma guai a pensare che sia roba da fossili. Nell'era della piazze virtuali come Facebook e Myspace i ragazzi non sembrano avere perso l'abitudine di ritrovarsi sulle panchine dei giardinetti o su di un muretto del centro storico.

L'equipe del progetto omnibus, un'iniziativa legata all'educazione di strada varata dal consorzio Exit e dal Comune, ha infatti scoperto che in città le compagnie o “bande” sono più di venti, sparpagliate un po' dappertutto e con connotazioni ben precise: metal punk in riva al Lambro, nuovi mods nel centro storico, ragazze dark nel piazzale della stazione e skaters sotto un porticato di via Cavallotti.

Una vera propria mappa, insomma, grazie alla quale gli educatori di Omnibus,  a loro volta ragazzi coordinati dal responsabile Nico Acampora, sono riusciti a entrare in contatto con loro, a parlarci, a capire cosa vogliono e con un po' di fortuna anche a intercettare il disagio. Ovvero, evitare l'uso di droghe e alcol, proponendo progetti tagliati “su misura”.

Per esempio: corso per dj a una banda di rapper, mostra fotografica e di quadri agli studenti dell'Isa e gare di videogiochi per i maniaci della play station. “Cerchiamo di capire cosa vogliono – spiega Sara Viganò, una delle educatrici – e poi proviamo a proporre iniziative in grado di coinvolgerli”. In sostanza, fanno leva sui loro gusti e sulla voglia di protagonismo e infatti poche settimane fa, proprio con l'aiuto delle “cumpe” monzesi, Omnibus ha dato vita a una radio web (www.mwradio.it) che trasmette musica, interviste a scrittori e letture di brani classici della letteratura mondiale. Il quartiere che conta più “bande” è il centro storico (nove), ma anche le periferie sembrano essere parecchio frequentate. A San Rocco, per esempio, scorrazzano un paio di gruppi amanti del genere tecno e poi sono spuntati anche gli emo, specie di post punk però difficili da classificare e da individuare.

Tutti comunque, sono accomunati da una sola idea: trovare qualcosa da fare. E Monza, lo dicono chiaro e tondo, “non offre gran che”. “Magari durante la settimana va anche bene – spiega un gruppo di adolescenti dark davanti alla stazione -, ma il sabato si vola a Milano”. Dove? “Che domande? Alle colonne di San Lorenzo”. “Monza può andare bene per chi ha più di 30 anni – aggiungono altri ragazzi appollaiati sui corrimano di un ponte del Lambro – Ma se si vuole vedere un concerto o vivere un po' la notte qui è una specie di mortorio”. Ma non tutti ne sono convinti. “Da qualche anno – sostengono altri – anche Monza ha la sua movida, basta sapere cercare i locali giusti”.

Nel frattempo, il giovanissimo assessore alle Politiche giovanili del Comune, Martina Sassoli, 26 anni, si sta dando da fare per tenere viva questa fiammella. In cantiere la giunta ha la riqualificazione dell'ex macello, un'area di 40 mila metri quadrati non lontano dal centro e l'assessore è riuscita a “strappare” un ampia porzione da dedicare alla cittadella dei giovani con “spazi espositivi, area concerti, locali, sale di lettura e una pista da skate”.

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