| Dopo l'incidente ferroviario di Viareggio, la Brianza si preoccupa: i nostri sono treni sicuri? |
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| Rubriche |
| Scritto da Antonella Cavaiuolo |
| Giovedì 02 Luglio 2009 |
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Nell'ultimo rapporto redatto dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria, consultabile interamente sul sito www.ansf.it, nell’aprile 2007 sulla linea tra Paderno Robbiate e Carnate e Usmate un treno ha investito delle persone sulla sede ferroviaria non a distanza di sicurezza. Nel luglio 2007 si sono verificati due incidenti: uno nella tratta Lissone – Muggiò che ha comportato l’investimento di persone per indebito attraversamento dei binari e un altro a Seregno – Camnago a passaggio livello chiuso sempre per indebito attraversamento dei binari. Nell’ottobre 2007 nella tratta Arcore – Monza si è verificato un nuovo investimento nei pressi del passaggio a livello per indebito attraversamento dei binari. Infine nel novembre 2007 un altro investimento al passaggio a livello di Vercurago - San Girolamo. In Italia, com'è noto, il gestore dell’infrastruttura ferroviaria italiana è RFI, Rete ferroviaria italiana, Gruppo Ferrovie dello Stato, la quale ha anche in carico la manutenzione dei convogli. Le funzioni di vigilanza e controllo sulla sicurezza del sistema ferroviario, invece, dal 2007 sono passate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti all’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria. In particolare, l’Agenzia detta le norme in materia di sicurezza della circolazione ferroviaria e ne verifica l'applicazione. Negli ultimi anni Trenitalia per conformarsi agli standard di sicurezza imposti dall’Unione Europea ha iniziato dal 2007 a dotare i propri convogli dei cosiddetti sistemi di SCMT, Sistema di controllo di marcia dei treni e SSC, Sistema di Supporto alla Condotta dei treni. Entrambi costituiscono sistemi di vigilanza elettronica dell’operato del personale di macchina, mediante controllo della velocità e con dispositivi di protezione della marcia del treno tramite segnalazione al personale di macchina delle condizioni di pericolo e se necessario dispositivo automatico di frenatura di emergenza fino ad arrivare a treno fermo. Ci si domanda, tuttavia, se oggi tutti i treni, specie quelli regionali, siano dotati di questi moderni sistemi di sicurezza. Concludiamo riportando una dichiarazione di Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria in occasione della tragedia ferroviaria di Viareggio "non è possibile che succedano cose di questo tipo in un Paese civile. Bisogna capire bene cosa abbiamo davanti, ma queste cose non devono più succedere". Avv. Antonella Cavaiuolo - Monza, via Romagna 57 Tel. 039.2622265 – fax 039.2912657 www.studiolegalemonza.it |
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