| Il punto sugli omicidi in Brianza: tra ipotesi criminologiche e casi irrisolti |
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| Attualità |
| Scritto da Valentina Rigano |
| Lunedì 30 Luglio 2012 |
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Elvira Monguzzi, 80 anni, residente in via Spalto Piodo a Monza, è stata uccisa il 29 luglio 2009 mentre si preparava il pranzo. La donna è stata colpita alla testa con un vecchio peso per bilance. Il suo aggressore (riconosciuto per ora dalla Procura nel fratello minore Emilio, rinviato a giudizio dal Tribunale di Monza), l'ha presa alle spalle e poi l'ha finita soffocandola. Rita Bestetti, 66 anni, madre di tre figli, di cui uno ancora residente a casa con lei, in via Pellegrini a Monza, è stata uccisa nell'estate del 2010. Il suo aguzzino, identificato in Daniele Pullano (22 enne condannato all'ergastolo in primo grado), l'ha colpita alla testa con il ferro da stiro e poi l'ha sgozzata. Antonio Campanini e Azuchena Moreno Laino, 80 enni di Vimercate, la sera del 3 gennaio 2012 sono stati colpiti anche loro a morte alla testa. Il killer (attualmente ignoto), che li ha sorpresi alle spalle mentre guardavano la televisione, e gli sfasciato il cranio con una mazzetta. La criminologia, disciplina spesso al centro di controversie ideologiche, non può essere definita una scienza esatta ma, come tutte le materie di studio, offre certamente contributi utili a cui riferirsi. La scelta delle armi utilizzate per uccidere, ad esempio, già di per sé rappresenta un riferimento per la definizione dei crimini violenti. Spesso e volentieri l'arma bianca, quindi il coltello, viene collegato a crimini legati allo spaccio di droga (vedi caso Bestetti) mentre, di norma, l'oggetto contundente scelto a caso, può significare un omicidio maturato in seguito ad un impeto. In tutti e tre i casi brianzoli di cui le forze dell'ordine si sono occupate, vi potrebbe essere un minimo comun denominatore: l'incapacità del killer di ottenere dalle vittime qualcosa di necessario per loro, scatenando la furia omicida. I colpi inferti alla testa, infatti, potrebbero significare proprio lo sfogo dell'assassino sulla parte del corpo della vittima dalla quale non ha ottenuto il beneficio tanto agognato. Nel caso di Rita Bestetti ad esempio, per Daniele Pullano il fatto di non essere riuscito a convincere la madre dell'amico a non sporgere denuncia contro di lui, secondo il Tribunale è stato il movente per l'aggressione. Il primo colpo inferto dal giovane, è stato proprio alla testa della donna, con il ferro da stiro. Elvira Monguzzi, infine, secondo la Procura uccisa dal fratello, sarebbe stata protagonista di presunti e prolungati dissapori familiari e, descritta come donna inflessibile e testarda, sarebbe stata probabilmente vittima del suo carattere deciso.Per quanto riguarda i due anziani vimercatesi le indagini, brancolano nel buio. Attualmente non ci sono indagati. Tralasciando l'omicidio Bestetti, dove il movente appare abbastanza delineato, negli altri due casi vi è una seconda analogia: le vittime sono state colpite alle spalle. Il fatto che il killer abbia volutamente evitato il contatto visivo-sguardo diretto, potrebbe significare un probabile legame affettivo o una sudditanza psicologica/gerarchica rispetto alle vittime. Nel primo caso, il legame di sangue e/o sentimentale, potrebbe aver pregiudicato la capacità di ribellarsi del killer ad una situazione imposta dalla vittima, culminando poi nella furia omicida. L'aggressione alle spalle, evitando il contatto visivo diretto, in qualche modo "scagiona" l'assassino da quel legame, nascosto agli occhi dell'assassinato. Nel secondo caso, spesso di pari passo con il primo, varrebbe il medesimo principio. La sudditanza psicologica, colpendo alle spalle, viene meno. Il killer evita lo sguardo giudicante della vittima, sentendosi finalmente forte. Allo stesso modo, la sudditanza gerarchica, magari dovuta a rapporti di natura anche lavorativa, viene "sbeffeggiata" colpendo alle spalle. L'assassino si dimostra così più "furbo" ed elimina il suo prevaricatore. Le risposta a queste ipotesi, ovviamente, è tutta nelle mani di investigatori e giudici. Articoli correlati:
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