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Vimercate, comune rivuole incentivi e premi dai dipendenti per 2.5 milioni Stampa E-mail
Attualità
Scritto da Lorenzo Giglio   
Giovedì 24 Maggio 2012

Tags: Vimercate e dintorni

vimercate-comuneDipendenti del comune di Vimercate in rivolta. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno: il sindaco Paolo brambilla e il direttore generale del comune Ciro Maddaluno hanno infatti spiegato a tutti i dipendenti comunali che parte delle somme versate nelle buste paga a titolo di premio incentivante «sono risultate non conformi a quanto stabilito dalla normativa e dovranno essere restituite al comune». In pratica circa 2milioni e mezzo di euro che i dipendenti dovranno rendere. Le Rsu comunali hanno già promesso bagarre.

Come si può ben intuire l'umore dei lavoratori del comune di Vimercate è pessimo: se l'amministrazione avrà ragione, potrà richiedere le migliaia di euro in "eccedenza" versate negli ultimi dieci anni ai propri dipendenti, come sarebbe stato certificato da un consulente esterno.

«La dimensione di quanto versato in eccedenza è di circa 240.000 euro in media all'anno, dal 2002 ad oggi - ha comunicato il primo cittadino – su questa relazione abbiamo acquisito un parere dei revisori dei conti, i quali hanno dato atto che ci stiamo muovendo secondo quanto prevede la legge circa il piano di rientro. L'incidenza nel recupero delle somme sarà individuale - continua Brambilla – dovremo quindi calcolare quanto ciascun dipendente sarà chiamato a restituire, o i futuri incentivi che non potrà percepire. Il recupero avverrà in modo dilazionato, cercando di impattare il meno possibile su retribuzioni o pensioni mensili. Purtroppo la legge non ci lascia strade alternative rispetto a questa soluzione. Tuttavia è nostro preciso impegno destinare al fondo per i dipendenti la metà dei risparmi che saranno prodotti dal piano di razionalizzazione approvato di recente dalla Giunta, e quanto altro sarà possibile per alimentare il fondo incentivante degli anni futuri, in modo che vadano a ridursi le cifre che dovremo recuperare direttamente dai dipendenti ancora in servizio e da quelli che nel frattempo lo hanno cessato».

A capo di questo problema c'è l'"errore" iniziale del calcolo dei fondi stanziati dall'amministrazione per incentivazioni e premi. Un'erogazione di incentivi "eccedente" a cui nessuna aveva fatto caso ma che secondo l'amministrazione, dovrà essere restituita dai propri dipendenti. L'annuncio dato martedì 22 dal primo cittadino è stato seguito giovedì 24 dall'assemblea delle Rsu e dei dipendenti che hanno voluto subito far sentire la propria contrarietà con una nota ufficiale:

«Le somme non sono state indebitamente ricevute, ma, semmai, erroneamente erogate e di questo errore vanno ricercate le responsabilità – si legge nel documento delle Rsu - Il fondo e la sua entità sono stabiliti in modo unilaterale dall'Amministrazione e la RSU interviene soltanto definendo i criteri della sua distribuzione. L'unica soluzione che viene prospettata è la restituzione di somme, non ancora quantificate, da parte dei lavoratori. I lavoratori non intendono restituire soldi che non sono stati corrisposti "a pioggia", ma, precorrendo i tempi, attraverso un meccanismo di valutazione in grado di valorizzare i progetti e gli obiettivi, nonché la professionalità e l'apporto di ogni persona al raggiungimento dei risultati. Insieme all'Amministrazione e alla dirigenza sono stati progettati dei servizi, i lavori hanno raccolto, e vinto, la sfida del cambiamento, accettando anche il rischio di non riuscire a realizzarla; gli obiettivi sono sempre stati raggiunti con piena soddisfazione della Amministrazione, della dirigenza e della cittadinanza. È inaccettabile che lo stesso errore sia stato ripetuto per dieci anni e che ora l'Amministrazione comunale chiami a risponderne i dipendenti, che hanno percepito compensi in assoluta buona fede e a fronte di una prestazione lavorativa straordinaria concordata e condivisa. Per tutto questo -continua la nota stampa-, i lavoratori si ritengono offesi dall'approccio col quale l'amministrazione sta affrontando il problema, approccio che vuole far apparire i premi incentivanti come indebitamente percepiti».

 

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