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Home Attualità Attualità Monza, Villa Reale, protesta da guinness: "Non svendiamo la reggia ai privati"
Monza, Villa Reale, protesta da guinness: "Non svendiamo la reggia ai privati" Stampa E-mail
Attualità
Scritto da Riccardo Rosa - Simona Sala   
Lunedì 11 Ottobre 2010

02-protesta_villa_realeNuova manifestazione di protesta contro il bando di gara per la gestione di Villa Reale. Sabato mattina un nutrito gruppo di associazioni del territorio e diversi esponenti del Partito democratico , uniti nella neonata associazione “La Villa Reale è anche mia”, hanno manifestato davanti all’ex reggia sabauda il loro dissenso nei confronti della gara d’appalto per affidare a privati la gestione del complesso piermariniano.

Sotto accusa, in particolare, è finita quella che le associazioni considerano una vera e propria svendita della Villa ai privati per poche lire. La posizione può essere riassunta così: “La società Infrastrutture lombarde di Regione Lombardia ha bandito un Concorso per trovare un gestore di tutti gli spazi della Villa Reale. Dei primi 24 milioni di euro previsti (rispetto ai 110 previsti e necessari), 17 sono a carico del Pirellone, 1 dello Stato, nulla del Comune di Monza e Milano. Cinque, invece, a carico del concessionario privato, che in cambio gestirà tutta la Villa reale per 30 anni (con un affitto per tutta l'area di 9000 mq per 30.000 euro all'anno e lo 0,5% del fatturato)”. Insomma, una vera e propria svendita contro la quale è stata avviata anche una raccolta firme sostenuta dallo slogan: “Villa Reale non può essere venduta perché è anche mia”.

Naturalmente nello striscione di 100 mentri non è mancata l’ironia: «Affittare un appartamento di 9.000 mq nella Villa Reale di Monza a 30.000 Euro/anno per 30 anni? Ora si può! Partecipa alla selezione “Anch’io come i Savoia”».

 
La polemica: Maffè ruba la scena al Pd

Durante la manifestazione da guiness dei primati, con uno striscione di oltre 100 metri, non è mancata la polemica quando il TG regionale della Rai approfittando della presenza dell’assessore al parco, Pierfranco Maffè, ha iniziato un’intervista fiume al politico cercando le risposte ai tanti quesiti sul bando di appalto. Vedendo che le cose andavano per le lunghe e notando che l’attenzione della giornalista sembrava tutta focalizzata sul membro della giunta Mariani, i manifestanti dopo alcuni minuti hanno perso la pazienza, hanno bruscamente interrotto l’intervista e iniziato in pratica a rispondere loro alle domande che uscivano dalla bocca della professionista.

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Un situazione imbarazzante per Maffè il quale ai microfoni del TG 3 giustifica la manifestazione, “c’è in quanto la città di Monza è molto attaccata alla villa” e poi incalzato dalle domande e dalla protesta di alcuni esponenti del Pd, tra i quali un agguerritissimo Servio Civati, arriva a confermare in parte che il Comune non ha avuto le occasioni per verificare fino in fondo il bando di gara.
“Una cosa gravissima rincalza – Bianca Montrasio, del Comitato per il Parco – Nella gestione del bando, bisogna dirlo, non c’è stata trasparenza e occasioni di confronto con la cittadinanza”, chiude la manifestante. Simona Sala

 


 

 

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