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Scuole elementari: Anna Frank diventa un caso “hard”. Il sindaco di Usmate Velate: «Mai letta quella lettera» Stampa E-mail
Attualità
Scritto da Matteo Speziali   
Sabato 16 Gennaio 2010

diario-anna-frank«L’episodio non esiste». È netta e sicura la risposta di Marilena Riva, sindaco di Usmate Velate, all’interrogazione parlamentare presentata al ministro della Pubblica istruzione Gelmini da parte di Paolo Grimoldi, deputato monzese della Lega Nord, che denunciava in Parlamento lo shock di alcuni studenti di una classe di quarta elementare dell’istituto “Lina Mandelli” per aver letto la lettera datata 24 marzo 1944 tratta dal noto “Diario di Anna Frank”.

Una lettura a detta di Grimoldi troppo «hard» per una scuola elementare. Per il sindaco,invece, il fatto non sussiste: «Non è mai stata fatta questa lettura – e rilancia affermando - L’interrogazione forse mirava ad attaccare la scelta di aver portato in classe questa lettura oppure il “Diario” della tredicenne morta in un campo di sterminio è lo spunto per criticare il lavoro svolto da quell’insegnate. In ogni caso non mi spiego come i genitori abbiamo scelto di appellarsi direttamente al deputato prima di parlare, come era più naturale, direttamente con l’istituto. Resta il fatto che non ho mai saputo - aggiunge ironicamente il sindaco - che il diario di Anna Frank fosse una lettura a luci rosse».

Mentre l’interrogazione parlamentare parla chiaro: «L’insegnate ha scelto questa lettura per insegnare il valore della pace, ma questa motivazione non giustifica per nulla la lettura della versione integrale, in particolar modo la parte relativa ai contenuti a carattere sessuale (il riferimento è alla descrizione che si trova a pagina 220 dell'edizione italiana Einaudi a cura di Frediano Sessi) - La descrizione è talmente dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento nei bambini».

«Sull’importanza e sulla testimonianza del Diario di Anna Frank credo che nessuno abbia da eccepire» ha quindi commentato Grimoldi ma ha aggiunto che questa lettura non è inerente al programma di storia.

«La forza e la qualità della scuola italiana si basa non solo sui programmi ministeriali ma sulla possibilità di personalizzarli, ampliarli in base alle decisioni degli insegnati e dei vari istituti – replica Marilena Riva – questa lettura fa parte di un “progetto” dell’insegnate che non può che aggiungere valore al lavoro già svolto. Resta il fatto che alla scuola “Madelli” quel passo non sia mai stato letto, così mi hanno riferito gli insegnati della due classi elementari coinvolte: so che è stato presentato il film, ma solo in una classe si era iniziata la lettura del “Diario”, ma senza arrivare alla lettera citata. Non capisco da cosa sia nato questo vespaio».

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