| Evasione fiscale in Brianza, nel 2009 recuperati 579 milioni di euro |
|
|
| Attualità |
| Scritto da Marco Mologni |
| Venerdì 15 Gennaio 2010 |
|
L’evasione scoperta è in netta crescita rispetto all’anno scorso, quando i soldi mai dichiarati erano stati 406 milioni di euro (108 milioni l’Iva evasa). «Abbiamo registrato un forte aumento di evasione scoperta, tra redditi non dichiarati e costi non deducibili – ha spiegato il colonnello Giovanni Viglianti, comandante del Gruppo della Guardia di Finanza di Monza e Brianza -. Un balzo in avanti dovuto a una maggiore attività preventiva dei finanzieri rispetto al passato e anche al miglioramento degli strumenti, come le banche dati incrociate tra dichiarazioni dei redditi e conti correnti bancari, delle forze in campo e delle loro potenzialità ». I settori economici in cui gli imprenditori brianzoli evadono di più restano immutati nel tempo: edilizia, informatica, commercio delle auto. Sono i soliti anche i trucchetti. Il più gettonato: le triangolazioni in esenzione di Iva con l’estero e le false fatturazioni e servizi, come il facchinaggio e le pulizie. Tra i casi più clamorosi c’è una azienda di informatica di Pozzo d’Adda, evasore totale per 46 milioni di lire, riuscita a sfuggire al fisco con l’acquisto di prodotti all’estero e con false fatturazioni e una impresa individuale nel settore delle auto di Bussero, evasore totale per 52 milioni di euro.
Quando il super evasore è la piscina di Giussano
Più di 78mila scontrini non emessi: è la piscina di Giussano uno dei più insospettabili evasori fiscali della Brianza. A rivelarlo è stato l’ultimo rapporto della Guardia di Finanza di Monza e Brianza. Secondo le fiamme gialle, i ricavi non dichiarati ammontano ad almeno 400mila euro. La scoperta è stata fatta in occasione di un controllo effettuato nella sede della società di Brescia che ha in gestione il centro sportivo di via della Conciliazione. Nella documentazione extracontabile, è stato trovato un elenco degli ingressi in piscina con i relativi incassi, a cui però non corrispondeva la relativa documentazione fiscale. A insospettire gli uomini in divisa sono state le segnalazioni di alcuni utenti.
Quando il mobile della Brianza è made in China
La nuova frontiera della contraffazione? Il mobile «made in china». Un prodotto spesso di infimo valore che può ingannare i clienti quando viene spacciato per il mobile tradizionale della Brianza, famoso invece nel mondo per la sua robustezza, alta qualità e design. L’allarme è stato lanciato dalla Guardia di Finanza del Gruppo di Monza, che ha scoperto attorno al mobile della Brianza un fenomeno di prodotti contraffatti assolutamente simile a quello delle griffe della moda e degli orologi svizzeri. «Con la collaborazione degli imprenditori – spiega il colonnello Giovanni Vigilanti – stiamo monitorando alcuni prodotti particolarmente presi di mira: mobili, ma anche lampadari, ma anche accessori e complementi d’arredo. Nel 2009 le fiamme gialle hanno sequestrato in Brianza circa 100mila pezzi contraffatti, di cui 92mila articoli di abbigliamento, calzature, borse, cinture, occhiali ma anche di telefonia e informatica.      |