| Guasto ai binari a Desio, dieci treni soppressi: Milano Chiasso nel caos |
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| Attualità |
| Scritto da Marco Mologni |
| Giovedì 26 Novembre 2009 |
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Dopo i mille pendolari appiedati venerdì scorso sulla Milano Asso, per colpa di un guasto a un treno alla stazione di Cesano Maderno, ieri mattina un altro incidente. Questa volta alla stazione di Desio, sulla Milano Chiasso: a causa di un malfunzionamento agli scambi, a partire dalle 6.45 una decina di treni hanno accumulato ritardi tra i 30 e i 45 minuti. Numerosi anche i convogli che sono stati soppressi, con forti disagi per i viaggiatori su tutta la linea fino alle 10 di ieri mattina. Anche in questo caso sono stati almeno mille i pendolari rimasti senza un treno, con disagi e protesta alle stazioni di Lissone, Monza, Sesto San Giovanni e Milano Greco Pirelli. Alla notizia che i treni tanto attesi viaggiavano con forte ritardo o addirittura non sarebbero mai passati, la rabbia dei pendolari è esplosa. Momenti di forte tensione ci sono stati tra i pendolari che erano assiepati a centinaia sulla banchina di partenza e il capostazione di Desio. Sono volate parole grosse, urla e insulti, e solo per la grande pazienza dei pendolari non è scoppiata una violente rissa. «Le condizioni di viaggio dei pendolari sono disumane - protesta una viaggiatrice -. Per percorrere 15 chilometri si paga 32 euro al mese. E in questo alto prezzo sono compresi anche i guasti, i ritardi e le informazioni sbagliate». Il caos che si è creato alla stazione di Desio è stato veramente grande: «Sono arrivata per prendere il treno delle 7.22 per Milano - racconta un’insegnante - e ho trovato la banchina affollata fino a scoppiare. La gente era inferocita e smarrita». C’era chi cercava di capire che cosa era successo, chi invece per l’ennesima volta viveva lo stesso copione e ancora una volta era costretto a mangiare rabbia, freddo e nebbia. «Ho dovuto scavalcare tantissime persone - racconta un’impiegata -. Zaini, borse e valigie. Il mio treno è arrivato in ritardo. Le quattro corse precedenti erano state soppresse. Così, i pendolari che aspettavano da tempo hanno preso d'assalto il primo convoglio che è arrivato, e in quel momento è scoppiato il finimondo». «Io sono riuscita a salire ma ho rischiato di rimanere incastrata tra le porte - aggiunge una studentessa -. Alle stazioni di Lissone e Monzale carrozze erano talmente strapiene che non ha potuto salire più nessuno. Così non si trattano neppure le bestie. Eppure ogni mattina quando prendiamo il treno ci sembra di prendere un carro bestiame».  |