| Cattivi odori, al depuratore di San Rocco arriva il “naso elettronico” |
|
|
| Attualità |
| Scritto da Marco Mologni |
| Mercoledì 18 Novembre 2009 |
|
Anche questa volta, l’attività sarà sviluppata in via sperimentale da Brianzacque con tecnici altamente specializzati nell’applicazione dell’innovativa tecnologia e con il supporto scientifico del Dipartimento di Medicina del lavoro “Clinica del lavoro Luigi Devoto” dell’ Università di Milano. “Si tratta - rileva il Presidente Filippo Carimati - di un ulteriore impegno da parte di Brianzacque per approfondire il fenomeno delle emissioni di odori in zona e per acquisire informazioni capaci di suggerirci ulteriori azioni, in grado di ridurre il fastidioso impatto del depuratore sull’ ambiente e sulla popolazione”. Il “naso elettronico” è un rilevatore continuo della variazione della qualità degli odori dell’aria. Partendo da un archivio di sorgenti di cattivi odori, creato attraverso misure realizzate in prossimità dei punti di emissione sospetti, esso è in grado di misurare oggettivamente le dispersioni rilevate sul territorio e di attribuirne la provenienza. Come già nel 2008, l’indagine si articola in due distinte fasi: in un primo momento, saranno memorizzare le “impronte digitali” delle emissioni in atmosfera di alcuni punti significativi dell’impianto, allo scopo di creare il pattern che costituirà la base per il riconoscimento successivo delle emissioni sul territorio. Sarà anche campionata e analizzata l’aria prelevata in zona, ma non influenzata dall’impianto (cd. aria inodore) per poter discriminare le emissioni di provenienza dal depuratore, rispetto ad altre emissioni in zone non influenzate dal medesimo. In una seconda fase, il “naso elettronico” sarà installato in un punto sensibile all’interno o al limite dell’area d’impianto ( ad esempio, balcone di abitazioni vicine) al fine di rilevare e riconoscere l’emissione sul territorio, di attribuirne la provenienza e di calcolarne l’impatto ambientale. Ogni emissione rilevata dal naso elettronico viene poi classificata come riconosciuta se fa parte delle “impronte digitali” memorizzate oppure classificata come “emissione sconosciuta”, se proveniente da fonte non archiviata. Tutti i dati relativi alle emissioni rilevate dal naso elettronico vengono infine studiate e analizzate tenendo conto delle condizioni microclimatiche rilevate da una apposita centralina meteorologica abbinata all’apparecchiatura, così da poterle incrociare con le segnalazioni provenienti dal territorio. La campagna di monitoraggio si protrarrà per 40 giorni.
|