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Parco, la polemica per la recinzione continua. Il gestore: “Non è una privatizzazione” Stampa E-mail
Attualità
Scritto da Andrea Meregalli   
Martedì 17 Novembre 2009

Tags: Monza e dintorni

cavalli-recinto“Se c’è stato un errore, è stato esclusivamente di forma perché pensavamo bastasse l’autorizzazione del Parco Valle Lambro”, così Renato Campini, concessionario del maneggio nel Parco, sul retro del Mirabello, commenta le recenti polemiche alimentate dal Comitato per il Parco: pronto a depositare una petizione per “dire no all’ennesima privatizzazione del Parco di Monza”.

Pietra della discordia una recinzione in legno, 20 metri per 40, allestita a settembre per la pratica dell’equitazione. “Non si tratta di una privatizzazione – continua Campini – quando non ci sono i cavalli, il recinto è aperto e tutti ne possono usufruire”.

Il Comitato per il Parco aveva denunciato la mancanza dell’autorizzazione dell’amministrazione Parco e aveva intimato lo sgombero della recinzione che, già in passato, era stata considerata abusiva.

“Per la nostra attività è fondamentale avere uno spazio circoscritto, pagheremo un canone, come già facciamo per il maneggio. Qui da noi ci sono bambini che si avvicinano all’equitazione e i disabili dell’Aias e del Centro equestre di Rieducazione che vengono per l’ippoterapia. Il recinto mette in sicurezza loro e i cavalli”, conclude Campini.

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