Banner
MBNews Home
Home Attualità Attualità Il caso. Tribunale di Monza condanna chirurgo che lede le corde vocali ad una paziente
Il caso. Tribunale di Monza condanna chirurgo che lede le corde vocali ad una paziente Stampa E-mail
Attualità
Scritto da Avvocato Piera Speziali   
Martedì 17 Novembre 2009

Tags: Monza e dintorni

monza-tribunaleAnche oggi ci occupiamo di un caso clinico che possiamo definire di malasanità, portato all’attenzione del Tribunale di Monza e Brianza. Ed ancora si tratta di un intervento chirurgico mal eseguito.

Una signora quarantenne, sposata e con un figlio, si sottopone ad un intervento di tiroidectomia totale, nel quale le vengono lesi i nervi preposti alla fonazione. L’atto del parlare diventa problematico, a tal punto che le stesse relazioni familiari ne risultano compromesse. Infatti, la causa viene instaurata, oltre che dalla signora, dal marito e dal figlio, che chiedono a loro volta il risarcimento dei danni da essi stessi subiti.

E’ stata disposta una perizia medico – legale sulla signora, essenziale al fine di valutare l’entità dei danni patiti e la loro incidenza sulla vita di relazione. Ne è emerso che la paziente ha subito un danno fisico ed estetico grave, ritrovandosi un vero e proprio buco in gola (il che comporta l’uso di una cannula tracheale), con compromissione della fonazione ma anche della respirazione. La difficoltà a parlare ha fatto sì che la sua vita di relazione si modificasse profondamente: gli amici si sono allontanati, i rapporti col marito - in genere ma nello specifico anche quelli sessuali - ne sono risultati compromessi e, per un certo periodo di tempo, non ha neppure potuto svolgere il suo lavoro a contatto con il pubblico.

La responsabilità dei medici per i danni è stata ritenuta certa, l’errore operatorio talmente grave da non indurre il minimo dubbio al riguardo; dapprima fu lesionato il “nervo ricorrente sinistro†e successivamente anche il destro con malaccorte manovre di trazione e compressione, che hanno portato ad una permanente e bilaterale paralisi delle corde vocali: un comportamento davvero gravemente “imperito e negligente “.

A questo punto, per completare l’analisi della sentenza, che ha necessariamente e puntualmente condannato al risarcimento del danno i due medici corresponsabili (ma non la struttura ove l’intervento è avvenuto), è interessante esaminare quali siano i danni che sono stati loro attribuiti. Punto nodale di tale aspetto, infatti, è se sia risarcibile il c.d. danno esistenziale e se questo debba essere risarcito separatamente, oppure conglobato nel danno biologico (cioè quella lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane), differenza di non scarsa importanza. Il Giudice del Tribunale di Monza ha aderito alle indicazioni della Cassazione a sezioni unite e, sulla scorta di una perizia completa anche degli aspetti espressivi-relazionali, lo ha considerato già compreso nel rilevante danno biologico, (pari al 35%, ossia circa 140.000 €); per tale impostazione, le domande dei congiunti sono state respinte.

Tuttavia, nella successiva quantificazione del danno morale, ovvero quel danno non patrimoniale per sofferenza intima, che è stato attribuito alla signora nella misura di 2/3 del danno biologico (e non 1/3 o 1/4, come spesso capita), è, a parer mio, evidente la volontà del Giudice di cercare, con i mezzi a sua disposizione, un più equilibrato rapporto tra la gravità della colpa e la gravità della continua sofferenza patita e da patire negli anni a venire.

Share Link: Share Link: Bookmark Google Yahoo MyWeb Del.icio.us Facebook Myspace Reddit Twitter
 


Articoli correlati:


Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

guida-estate-brianza

I commenti dei nostri lettori

Facebook FanBox