| Le scarpe cinesi a cinque euro? Prodotte nel laboratorio lager di Senago |
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| Attualità |
| Scritto da Marco Mologni |
| Sabato 14 Novembre 2009 |
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In un capannone malmesso situato nella località San Giuseppe, in condizioni disumane, lavoravano una trentina di operai: uomini e donne tutte di nazionalità cinese, con un’età che andava dai venti ai trent’anni. Massacranti i turni di lavoro, lunghi fino a 12 ore al giorno. I due gruppi si davano il cambio. E così i macchinari erano sempre in funzione e la produzione non si fermava mai. Neppure alla domenica. Neppure a Natale, a Pasqua o a Ferragosto. I lavoratori restavano, senza mai fare pause, con la schiena curva, seduti a macchinari rumorosi e privi delle più elementari norme di sicurezza, con il rischio concreto che potessero accadere pericolosi incidenti sul lavoro. I cinesi non uscivano mai dal capannone, neppure nel poco tempo libero che restava loro quando non dormivano, ma vivevano ammassati su materassi in due stanzoni comuni al piano superiore, in condizioni igieniche assai precarie. L’imprenditore cinese a capo dell’attività , un 40enne risultato un illustre sconosciuto sia alla locale camera di commercio sia all’agenzia delle entrate, si è dato alla macchia e ora i carabinieri di Desio lo stanno cercando. Due operai sono stati arrestati perché clandestini, mentre ad altri quattro è stato consegnato un decreto di espulsione. Dovranno abbandonare al più presto il territorio nazionale per non essere arrestati. Le migliaia di scarpe venivano vendute a prezzi bassissimi nei negozi cinesi della Brianza e andavano regolarmente a ruba. |