| Sportello di Desio: quando a fare stalking è una donna |
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| Attualità |
| Scritto da Marco Mologni |
| Venerdì 09 Ottobre 2009 |
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Tra i 120 casi presi in carico in quattro mesi dal primo sportello anti-stalking d’Italia, uno su dieci è un uomo. Un dato che neppure gli esperti dell’Associazione Codici si aspettavano. Tra tante «storie di donne» maltrattate e perseguitate ci sono anche tanti uomini che soffrono: il 10 per cento di chi chiede aiuto a psicologi, assistenti sociali e avvocati della struttura aperta dal giugno scorso al primo piano del Comune di Desio sono operai, impiegati ma anche ingegneri, architetti e affermati professionisti che vivono una storia da incubo alla rovescia. Uomini che si ritrovano nel ruolo che nove volte su dieci spetta alla donna. Pedinati, perseguitati al telefono a tutte le ore del giorno e della notte, insultati e spesso perfino aggrediti e picchiati da una donna violenta e vendicativa. «Lei arrivava puntuale ogni mattina - racconta Gianni - e si metteva a insultarmi sulle scale. Urla, imprecazioni, scenate. I vicini esasperati si sono lamentati e ho dovuto farla entrare. Da quel momento lei si è piazzata nel mio appartamento e non se ne voleva più andare». «Le conversazioni al computer si protraevano fino a notte fonda. Ed erano diventate troppo personali e imbarazzanti - ricorda Paolo -. Appena ho comunicato alla mia compagna di chat che avevo deciso di smettere di chattare, lei ha iniziato a minacciarmi. Mi diceva che sarebbe venuta a casa mia e mi avrebbe fatto del male. Non ho avuto scelta: ho dovuto rinunciare al computer per ritrovare un po’ di pace». «E’ raro - spiega Ivano Giacomelli, segretario nazionale dell’associazione Codici che - una donna che molesta un uomo si macchi di un gesto criminale o che picchi selvaggiamente un uomo. Eppure non di rado una donna che ha subito una delusione d’amore può sottoporre il suo ex a una violenza psicologica e a volte perfino fisica davvero pesante».
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