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Crisi Cartonstrong: la Provincia Monza e Brianza a fianco dei lavoratori Stampa E-mail
Attualità
Scritto da Marco Mologni   
Giovedì 08 Ottobre 2009

Tags: Monza e dintorni

scioperocartonstrongmonzaUn obiettivo: non abbandonare neppure un lavoratore rimasto disoccupato al suo destino. Quando i lavoratori sono 181 e 62 rischiano il posto, l’attenzione della Provincia di Monza è ancora più alta. E’ il caso della Cartonstrong. Venduta da Mondi Packaging alla fine di luglio 2009, l’azienda di Monza ha un reparto dedicato alla produzione della carta e un reparto ondulatori con due macchine.

Ieri il presidente della Provincia Mb Dario Allevi, l’assessore al Lavoro Giuliana Colombo e i sindacati hanno incontrato i nuovi proprietari e una delegazione di lavoratori. «Non possiamo permetterci - ha detto Allevi - che un’azienda di simili dimensioni chiuda lasciando sul territorio gravi conseguenze occupazionali e sociali». «La Provincia - ha aggiunto Colombo - si sta attivando per favorire l’incontro delle parti sociali e per tentare di arrivare al più presto a una soluzione valida e condivisa».

I nuovi proprietari - Iniziative Milanesi, ora Cartonstrong Italia srl - il 7 settembre scorso hanno presentato un piano industriale che prevede 11 milioni di euro di investimenti tra il 2010-2013: 5,5 milioni per coprire economicamente la perdita stimata e altri 5,5 milioni per investimenti su macchine, impianti e strutture. Ma per fare ripartire la cartiera servirebbero almeno 25 milioni di euro: 15 milioni per l’adeguamento degli impianti e altri 10 milioni per il contenimento dei costi energetici.

Da qui la decisione di chiudere la cartiera ripartendo con un organico di sole 119 unità: 12 over 50, 13 over 58 e 1 over 65. Nel progetto aziendale è prevista la chiusura e lo smantellamento del reparto cartiera a causa (secondo l’azienda) di criticità insostenibili e irrisolvibili, tra cui la sua obsolescenza unita agli elevati costi energetici non avendo un impianto di coogenerazione.

Nell’incontro del 24 settembre l’azienda si è resa disponibile a trovare precorsi condivisi per ridurre l’impatto occupazionale, utilizzando al meglio gli ammortizzatori sociali concessi dalla legge supportati da eventuali attribuzioni patrimoniali.

 

 

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