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Home Ambiente Ambiente Monza. Circoscrizione 4, la denuncia. Viaggio tra le piste ciclabili perdute
Monza. Circoscrizione 4, la denuncia. Viaggio tra le piste ciclabili perdute Stampa E-mail
Ambiente
Scritto da Federica Fenaroli   
Lunedì 02 Luglio 2012

Tags: Monza e dintorni

mappa piste ciclabili-circoscrizione 4-monza-mb-001Si rischia di cadere in una buca. Di bucare entrambe le ruote. Di inciampare nelle radici degli alberi o di pungersi con i rovi. Si rischia il mal di stomaco per i continui saliscendi. Ci si può ritrovare, a sorpresa, nel mezzo di una strada trafficatissima. Si può finire in coda, dietro corridori e altri ciclisti, per la mancanza di spazio. Questo se va bene. E se va male?

Ci si può ritrovare ad attraversare una strada statale, e l'unico aiuto proviene dalla buona sorte, non certo dall'educazione degli automobilisti. In alcuni casi non si sa nemmeno dove ci si possa ritrovare, a causa delle visuali chiuse da svolte ad angoli quasi retti. Rami e alberi lasciano molte zone nell'oscurità, e quando il sole tramonta a poco servono i lampioni.

Non è un percorso ad ostacoli o una prova di sopravvivenza, né tantomeno un allenamento militare. È una pedalata sulle piste ciclabili presenti in una delle zone, la circoscrizione 4, della città di Teodolina. L'area comprende i quartieri di San Fruttuoso, Triante, San Carlo e San Giuseppe e accoglie quasi 34mila abitanti, un terzo della popolazione totale del capoluogo (dati Istat).

È stata proprio in una delle vie di questa circoscrizione che giovedì scorso, 21 giugno, è avvenuto il tragico incidente ai danni di un anziano ciclista, travolto da un camion. Allora siamo andati a verificare la presenza e lo stato delle piste ciclabili, ne abbiamo valutato la sicurezza e l'accessibilità. Abbiamo pedalato in luoghi che dovrebbero possedere almeno una striscia di cemento destinata a alla circolazione dei ciclisti, che non sia quella del marciapiede, spesso usato per questioni di mera sopravvivenza a richio e pericolo di tutti.

 
La più periferica: quei 400 metri che prendono avvio dall'incrocio tra via Sarca e via Taccona, a San Fruttuoso, e che terminano svoltando a destra, includendo il primo tratto di via Ticino. È costellata da avvallamenti dovuti alla presenza di infiniti tombini e da rilievi causati da radici. Il ciclista che si ritrova al termine della pista, lungo via Ticino, deve stare attento a non finire in una buca di ragguardevoli dimensioni. Accanto, il cantiere per i lavori su viale Lombardia, e la costante uscita di pesanti automezzi.
 

 
La più disastrata: 500 metri abbandonati da Dio, pericolosi anche per i pedoni. Dall'incrocio di via Vittorio Veneto con viale Lombardia fino a quello con via Cavallotti. Presente lungo entrambi i sensi di marcia, è quella genera i pericoli maggiori, soprattutto perché passa accanto ad un importante punto di ritrovo come la Parrocchia del Sacro Cuore di Triante. Bambini e anziani avvertiti: occhi rivolti a terra, non lasciatevi affascinare dall'architettura della casa del Signore, almeno finché non vi ritrovate al sicuro sui suoi gradini d'ingresso.
 

 
La più nascosta: 100 metri alle spalle della scuola media Zucchi. Collega via Toscana a via Giulio Silva, permette di evitare un bel giro dell'oca. Realizzata in mattoncini e un po' lasciata a sé stessa, presenta zone sconnesse e rovinate.
 

 
La più ondeggiante: 1.2 chilometri di mal di mare. La prima parte, dall'incrocio con viale Lombardia alla rotonda nei pressi dell'Esselunga di San Fruttuoso, obbliga ad uno slalom tra le buche dell'asfalto. Poi, dall'incrocio con via Lipari, fino al termine, cambia totalmente struttura. Non più crateri, ma numerosissimi saliscendi in corrispondenza degli ingressi delle abitazioni o degli spazi commerciali. Su e giù, su e giù, su e giù, con tutti gli inconvenienti del caso: mal di schiena, difficoltà a mantenere l'equilibrio, rischio cadere se si portano borse e si è sbilanciati.
 

 
La più dimenticata: circa 450 metri dall'incrocio tra viale Europa con via Monte Oliveto, fino all'incrocio tra via Calatafimi e via Molise. Permette ai ciclisti di percorrere il tratto di viale Europa a che è a senso unico. È ampia, l'asfalto non presenta sconnessioni, ma è decisamente poco sfruttata. Costituisce un ideale proseguimento della pista ciclabile di via Vittorio Veneto.
 

 
La più corta: una beffa. Una vera beffa, trovare la pista ciclabile più corta della circoscrizione lungo la sua arteria principale, la trafficatissima via Cavallotti. Dove sarebbero necessari due chilometri di pista, ne troviamo giusto 0.2, duecento metri, che diventano 350 tenendo in considerazione il pezzetto di via Arnaldo da Brescia, perpendicolare di via Cavallotti. Costeggia la Cascina Cappelletti, e si fonde con un tratto della ciclopedonale che costeggia il canale Villoresi.
 

 
La più selvaggia: quella che costeggia il tratto di Canale Villoresi compreso tra via Borgazzi a sud e via Gondar, a nord, attraversando verticalmente il territorio della circoscrizione per circa due chilometri. È decisamente la più frequentata, tanto da ciclisti quanto da pedoni; sia da chi vuole passeggiare, magari con il proprio cane, sia da chi intende fare sport. L'asfalto è abbastanza uniforme, non sono presenti molte buche, ma la pista si stringe progressivamente e diventano complicati gli incroci di persone che transitano in senso opposto, anche perché i tratti terminali sono invasi da rami di alberi e di cespugli, più o meno pungenti.
 

In foto, in alto, la mappa della circoscrizione 4: in giallo le piste ciclabili censite.

 La più periferica, a San Fruttuoso

Pista ciclabile via Taccona-1-monza-mb-001

 La più disastrata, in via Vittorio Veneto

Pista ciclabile via Vittorio Veneto-1-monza-mb-001

La più nascosta, in via Toscana

Pista ciclabile via Toscana-inizio-monza-mb-001

 La più ondeggiante, in viale Campania

Pista ciclabile viale Campania-monza-mb-001

 La più corta, in via Cavallotti

Pista ciclabile via Cavallotti-2-monza-mb-001

 La più selvaggia, lungo il Villoresi

Pista ciclabile Canale Villoresi-monza-mb-001

 

 

 

Commenti  

 
#1 MassimoC 2012-07-02 08:37
Un bel servizio, ma finchè il Comune non deciderà di fare certe scelte, sarà sempre e solo un blablabla.
E le scelte sono difficili, richiedono carattere e disponibilità a giocarsi la cadrega: lo spazio è poco, bisogna fare delle scelte: o la mobilità alternativa, o le macchine. Le 2 cose non possono convivere, non si può fare una ciclabile di concezione europea e fare spazio per i parcheggi.
Se Scanagatti opterà per la scelta ecosostenibile, allora potremo riaprire l'argomento.
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#2 nando 2012-07-02 12:04
Forza con le ciclabili!
Ma senza un trasporto pubblico efficiente e senza una campagna che "cambi la testa" ai monzesi, non ci sarà niente da fare...
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#3 camillo 2012-07-02 17:56
Con le strade strette che ci sono a Monza non si può pensare di avere la corsia per i mezzi privati, quella per i mezzi pubblici, quella per le biciclette, quella per i pedoni, eccetera. Bisogna fare delle scelte. La precedente Amministrazione aveva scelto (discutibilmente) di dare priorità ai bus, portando avanti il progetto Archimedes (anche perché finanziato dall'Europa). E aveva scelto, a mio parere giustamente, di non aprire altri cantieri vicino a viale Lombardia. E' certamente vero che se si prende in mano una cartina delle piste ciclabili a Monza si nota che manca un asse diretto San Fruttuoso-Centro storico. La soluzione a mio parere è, una volta finito il maxicantiere della SS36, di creare la pista ciclopedonale in via Cavallotti, mentre in via Romagna, essendo più larga, si può fare la corsia riservata ai bus. Oppure si abbandona l'idea delle corsie per i bus e si fanno solo piste ciclabili (che sarebbe ancora meglio).
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