| Monza. Circoscrizione 4, la denuncia. Viaggio tra le piste ciclabili perdute |
|
|
| Ambiente |
| Scritto da Federica Fenaroli |
| Lunedì 02 Luglio 2012 |
|
Ci si può ritrovare ad attraversare una strada statale, e l'unico aiuto proviene dalla buona sorte, non certo dall'educazione degli automobilisti. In alcuni casi non si sa nemmeno dove ci si possa ritrovare, a causa delle visuali chiuse da svolte ad angoli quasi retti. Rami e alberi lasciano molte zone nell'oscurità, e quando il sole tramonta a poco servono i lampioni. Non è un percorso ad ostacoli o una prova di sopravvivenza, né tantomeno un allenamento militare. È una pedalata sulle piste ciclabili presenti in una delle zone, la circoscrizione 4, della città di Teodolina. L'area comprende i quartieri di San Fruttuoso, Triante, San Carlo e San Giuseppe e accoglie quasi 34mila abitanti, un terzo della popolazione totale del capoluogo (dati Istat).
La più periferica: quei 400 metri che prendono avvio dall'incrocio tra via Sarca e via Taccona, a San Fruttuoso, e che terminano svoltando a destra, includendo il primo tratto di via Ticino. È costellata da avvallamenti dovuti alla presenza di infiniti tombini e da rilievi causati da radici. Il ciclista che si ritrova al termine della pista, lungo via Ticino, deve stare attento a non finire in una buca di ragguardevoli dimensioni. Accanto, il cantiere per i lavori su viale Lombardia, e la costante uscita di pesanti automezzi.
La più disastrata: 500 metri abbandonati da Dio, pericolosi anche per i pedoni. Dall'incrocio di via Vittorio Veneto con viale Lombardia fino a quello con via Cavallotti. Presente lungo entrambi i sensi di marcia, è quella genera i pericoli maggiori, soprattutto perché passa accanto ad un importante punto di ritrovo come la Parrocchia del Sacro Cuore di Triante. Bambini e anziani avvertiti: occhi rivolti a terra, non lasciatevi affascinare dall'architettura della casa del Signore, almeno finché non vi ritrovate al sicuro sui suoi gradini d'ingresso.
La più nascosta: 100 metri alle spalle della scuola media Zucchi. Collega via Toscana a via Giulio Silva, permette di evitare un bel giro dell'oca. Realizzata in mattoncini e un po' lasciata a sé stessa, presenta zone sconnesse e rovinate.
La più ondeggiante: 1.2 chilometri di mal di mare. La prima parte, dall'incrocio con viale Lombardia alla rotonda nei pressi dell'Esselunga di San Fruttuoso, obbliga ad uno slalom tra le buche dell'asfalto. Poi, dall'incrocio con via Lipari, fino al termine, cambia totalmente struttura. Non più crateri, ma numerosissimi saliscendi in corrispondenza degli ingressi delle abitazioni o degli spazi commerciali. Su e giù, su e giù, su e giù, con tutti gli inconvenienti del caso: mal di schiena, difficoltà a mantenere l'equilibrio, rischio cadere se si portano borse e si è sbilanciati.
La più dimenticata: circa 450 metri dall'incrocio tra viale Europa con via Monte Oliveto, fino all'incrocio tra via Calatafimi e via Molise. Permette ai ciclisti di percorrere il tratto di viale Europa a che è a senso unico. È ampia, l'asfalto non presenta sconnessioni, ma è decisamente poco sfruttata. Costituisce un ideale proseguimento della pista ciclabile di via Vittorio Veneto.
La più corta: una beffa. Una vera beffa, trovare la pista ciclabile più corta della circoscrizione lungo la sua arteria principale, la trafficatissima via Cavallotti. Dove sarebbero necessari due chilometri di pista, ne troviamo giusto 0.2, duecento metri, che diventano 350 tenendo in considerazione il pezzetto di via Arnaldo da Brescia, perpendicolare di via Cavallotti. Costeggia la Cascina Cappelletti, e si fonde con un tratto della ciclopedonale che costeggia il canale Villoresi.
La più selvaggia: quella che costeggia il tratto di Canale Villoresi compreso tra via Borgazzi a sud e via Gondar, a nord, attraversando verticalmente il territorio della circoscrizione per circa due chilometri. È decisamente la più frequentata, tanto da ciclisti quanto da pedoni; sia da chi vuole passeggiare, magari con il proprio cane, sia da chi intende fare sport. L'asfalto è abbastanza uniforme, non sono presenti molte buche, ma la pista si stringe progressivamente e diventano complicati gli incroci di persone che transitano in senso opposto, anche perché i tratti terminali sono invasi da rami di alberi e di cespugli, più o meno pungenti.
In foto, in alto, la mappa della circoscrizione 4: in giallo le piste ciclabili censite. La più periferica, a San Fruttuoso La più disastrata, in via Vittorio Veneto La più nascosta, in via Toscana La più ondeggiante, in viale Campania La più corta, in via Cavallotti La più selvaggia, lungo il Villoresi
Articoli correlati:
|
_
| "30 Giorni di cultura" - Seregno |
| Appuntamenti e iniziative - Lissone |
| Dinosauri in carne e ossa - Monza |
| Mostra "Il Nespolo di maggio" - Vimercate |
| Sagra degli asparagi - Mezzago |
| Monza e Brianza, fine del viaggio: con la provincia se ne va un pezzo d’identità Come se adesso, che non c'è più la provincia di Monza e Brianza, non si sappia più che fare, se andare sotto Milano o creare la "Grande Brianza" con Como e Lecco? Ragionamenti da bar. E vi spiego il perché. La logica vuole che il destino di Monza [ ... ] |
Commenti
E le scelte sono difficili, richiedono carattere e disponibilità a giocarsi la cadrega: lo spazio è poco, bisogna fare delle scelte: o la mobilità alternativa, o le macchine. Le 2 cose non possono convivere, non si può fare una ciclabile di concezione europea e fare spazio per i parcheggi.
Se Scanagatti opterà per la scelta ecosostenibile, allora potremo riaprire l'argomento.
Ma senza un trasporto pubblico efficiente e senza una campagna che "cambi la testa" ai monzesi, non ci sarà niente da fare...