Tagli ai bus: protesta. “Ma i sindaci non hanno contribuito”.

Tagli ai bus: protesta. "Ma i sindaci non hanno contribuito".

Giù le mani dalla z225 e dalla 227. È questo il motto dei quasi 60 manifestanti che questa mattina, domenica 8 gennaio, si sono dati appuntamento di fronte alla sede della Provincia di Monza.

Una mobilitazione nata su Facebook, ma che ben presto è diventata una reale opportunità di creare una rete attiva di cittadini indignati dai tagli al trasporto brianteo. A protestare contro l’imminente soppressione delle linee dei bus, liberi cittadini, studenti e associazioni provenienti da Muggiò, Nova Milanese, Lissone e Desio.

Tutti uniti da un unico obiettivo: manifestare il proprio dissenso e cercare di avere un confronto con l’ente provinciale. E l’occasione di stamattina era ghiotta: proprio oggi, infatti, in via Grigna sono andate in scena le elezioni per il consiglio provinciale. Quindi la Provincia era a completa disposizione del malcontento cittadino.

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Non sono mancati i momenti di tensione tra manifestanti, consiglieri comunali chiamati al voto e addirittura con la polizia provinciale a presidio del palazzo.

Scontri muso a muso tra guardie e cittadini – per fortuna sedati senza violenza – e vaffa volanti, scambiati reciprocamente tra il corteo e gli uomini politici in entrata e in uscita dall’ente, hanno fatto da contraltare ad un’atmosfera di protesta vera, a tratti rumorosa, ma mai violenta.

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Dopo circa un’ora di sfottò corali e di ritmici al grido di “Vergogna! Vergogna!” indirizzati verso i politici che entravano e uscivano dal palazzo di via Grigna per votare, il presidente Gigi Ponti ha accolto nel suo ufficio una delegazione di tre cittadini per un confronto.

“È stato un colloquio lungo e dettagliato – ha raccontato Luca Padrin, presidente dell’Associazione Taccona -. Le rassicurazioni, come i fondi per le linee dei bus, non ci sono. L’unica cosa certa ad oggi è che dal primo febbraio, se non verranno presi provvedimenti, la z225 e la z227 non esisteranno più. L’accordo è che ci terremo in contatto con l’ente e che parteciperemo, nei prossimi giorni, a una riunione con i tecnici che hanno deciso i tagli e cercheremo una soluzione.”

Ma dal confronto con il presidente Ponti emergono nuovi dettagli circa la responsabilità sulla questione dei sindaci di Monza e Brianza: “Il presidente ci ha raccontato che è stato richiesto ai 55 sindaci briantei di contribuire al finanziamento, e quindi al salvataggio, delle linee dei bus. La risposta di tutti i 55 primi cittadini è stata negativa. A questo punto di chi sono le responsabilità?”

Intanto il tempo stringe e febbraio è alle porte. E anche se ormai tra i cittadini tutto parrebbe far pensare al peggio, la raccolta firme dei volontari di Nova, Muggiò e Lissone e dei comuni delle stesse città continua incessantemente, nella speranza che questa non sia l’ultima fermata per migliaia e migliaia di cittadini.

“Do tutta la mia solidarietà ai cittadini – ha dichiarato ai nostri microfoni Rosario Adamo, vice-presidente del consiglio comunale di Monza – . Non devono essere loro a pagare le conseguenze di alcune scelte. Così si toglie la libertà di mobilità e il diritto al lavoro e all’istruzione a migliaia di persone”.

Inoltre, Adamo specifica che porterà la voce degli 8 mila pendolari appiedati in Regione, al consiglio regionale del 13 gennaio, e fino in Campidoglio, dove il 19 di gennaio si terrà il consiglio nazionale dell’Associazione nazionale comuni italiani (ANCI).


Su Matteo De Padova

Brianzolo dal 1992, anche se la carta di identità dice "nato a Milano". Mi sono Laureato in Comunicazione, media e pubblicità alla IULM di Milano e ho una passione viscerale per il giornalismo e per i motori. Innamorato della buona scrittura e della buona letteratura. Fedele all'etica del dubbio e conscio che la risposta fondamentale sulla vita, il mondo e tutto il resto è 42, vado alla ricerca della corrispettiva, sostanziale domanda.